Narrativa straniera

RECENSIONE: “La fidanzata” di Anton Čechov

Čechov (1860- 1904) è universalmente riconosciuto come uno dei maestri del teatro e del racconto, non solo russo, ma internazionale. Basti pensare a qualche titolo famoso, come Zio Vanja o Il giardino dei ciliegi. Molte sue opere sono entrate nella storia e sono ancora oggi utilizzate nei corsi di recitazione e di regia teatrale.

Narrativa straniera

RECENSIONE: “La fine della strada” di Joseph O’Connor

Dublino, feste natalizie, 1994. Martin Aitken, quarantatreenne ispettore di polizia, non ama il Natale. Troppi sono i ricordi tristi ad esso legati o che una ricorrenza importante come il Natale fa riaffiorare, come la morte del figlio Robbie sei anni prima e il successivo abbandono della moglie Valerie. Sono ferite che l’ispettore, nonostante l’aiuto momentaneo dell’alcol, sente come indelebili, impossibili da rimarginare. Per questo anche il lavoro diventa ogni giorno più difficile da sostenere e l’autocontrollo più arduo da mantenere.

Ricette

RICETTE LIBROSE: Una mela al giorno…

Buongiorno Shivers! Eccoci con una nuova puntata della nuova rubrica: #RicetteLibrose !

Narrativa italiana

RECENSIONE: “Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta

Avete presente quei rari casi, forse anche rarissimi, in cui un film supera di gran lunga il libro da cui è stato tratto? Beh, questo è uno di quelli. La magia, la poesia, la leggerezza sapientemente alternata a profondità del bellissimo film di Massimo Troisi (1994) non le ritroverete qui, sulla carta stampata.

Narrativa italiana

RECENSIONE: “Le strade di polvere” di Rosetta Loy

Vengo a sapere in assurdo ritardo e per totale casualità che Rosetta Loy sia uno dei nomi più conosciuti della letteratura italiana e decido quindi di rimediare immediatamente, leggendo qualcosa di suo.

Ricette

RICETTE LIBROSE: Un tè in famiglia

#RICETTELIBROSE UN TÈ IN FAMIGLIA  Buongiorno Shivers! Eccoci con una nuova puntata della nuova rubrica: #RicetteLibrose ! Ormai avete capito che se libri e musica sono le prime passioni che accomunano me e Cat., sicuramente la terza è il cibo! Sì, siamo delle buone forchette, anzi direi BUONISSIME. Ma come coniugare questa passione per la… Continue reading RICETTE LIBROSE: Un tè in famiglia

Narrativa straniera

RECENSIONE: “Bella famiglia!” di Roddy Doyle

Jimmy Rabbitte senior non può credere alle sue orecchie: la figlia maggiore gli sta dicendo che aspetta un bambino, ma che non vuole assolutamente rivelare il nome del padre. Categorica e decisa, Sharon dimostra molto più dei suoi giovani vent’anni. Jimmy prova a rimanere sconvolto o deluso, ma non può in fondo mentire a se stesso: l’idea di diventare nonno è un’esperienza del tutto nuova, che supera ogni futura difficoltà e lo emoziona oltre ogni limite.

Ricette

RICETTE LIBROSE: Uova alla Poirot

#RICETTELIBROSE UOVA ALLA POIROT  Buongiorno Shivers! Come annunciato sui nostri social qualche giorno fa, arriva sul blog una nuova rubrica: #RicetteLibrose ! Se libri e musica sono le prime passioni che accomunano me e Cat., sicuramente la terza è il cibo! Sì, siamo delle buone forchette, anzi direi BUONISSIME. Ma come coniugare questa passione per… Continue reading RICETTE LIBROSE: Uova alla Poirot

Gialli

RECENSIONE: “Due mesi dopo” di Agatha Christie

Indiscussa regina del giallo, Agatha Christie, a partire dagli anni ’20 del Novecento, ha scritto decine e decine di romanzi, alcuni decisamente appassionanti, altri più prevedibili e meno avvincenti. Curiosi di scoprire a quale categoria appartenga Due mesi dopo, la mia ultima lettura? Decisamente (e per fortuna) alla prima!

Classici

RECENSIONE: “Dombey e figlio” di Charles Dickens

Dombey e figlio viene, in pieno stile dickensiano (e non solo), pubblicato a puntate tra il 1846 e il 1848. Tale caratteristica fa subito intuire al lettore il motivo di certi finali di capitolo accattivanti e ricchi di mistero, o di certi colpi di scena posizionati quando meno te li aspetti. Il vecchio Charles sa come tenere il proprio lettore incollato alla pagina, non c’è che dire. Per essere un romanzo dell’Ottocento, la scrittura è nel complesso scorrevole e godibile; alcune scene sono forse un po’ stucchevoli per noi moderni, ma vanno sempre circoscritte al periodo in cui furono messe su carta.