Una reunion tutta toscana

Rieccoci all’appuntamento del mercoledì, quello che di solito è dedicato alla musica.
Questa volta però non vi parlerò di dischi, concerti, Sanremo o altri argomenti musicali, ma di uno spettacolo… il “Panariello Conti Pieraccioni Show”!

I tre amici toscani si sono riuniti vent’anni dopo il loro primo spettacolo teatrale, che fece il giro di tutta l’Italia centrale, intitolato “Fratelli d’Italia”, per questo nuovo show a dir poco esilarante.
Una scenografia semplice è sembrata a mio avviso la scelta più giusta, lascia tutto lo spazio ai tre protagonisti e non fa mai perdere l’attenzione su di loro, e sulle loro battute.
È uno spettacolo semplice, anche se ben studiato, quindi il contesto non può essere troppo sfarzoso.

Idea geniale, secondo me, è stata quella di iniziare lo show al contrario, come se i tre amici fossero appena rientrati nel camerino alla fine della serata, e tra prese in giro e prove per nuove battute…
«Un mi’ cugino guardava la striscia in cielo lasciata da un aereo e ha detto: cavolo che frenata!»
…cercano anche la soluzione per non far sembrare il primo sketch su Romeo e Giulietta troppo banale e antiquato, e ci riescono!
In maniera quasi surreale, ai giorni nostri, Romeo (Pieraccioni) e Giulietta (Panariello) si ritrovano, dopo anni di matrimonio dal consulente matrimoniale (Conti), per risolvere i loro problemi di coppia, dovuti a un Romeo donnaiolo e sempre in chat con altre donzelle.

Ad intervallare gli sketch dove sono presenti tutti e tre sul palco, ci sono i monologhi, prima di Pieraccioni che se la rifà con le pubblicità e le televendite delle vasche per anziani, fino a prendere in giro anche la pubblicità della Wind con quello strano elfo … sì proprio lui, Panariello!
“Siamo elfi, facciamoci un selfie!” … “Ma veramente?!”
E poi un secondo monologo, nella seconda parte della serata, tutto dedicato alla figlia.
Quelli di Panariello invece sono stati monologhi forse più prevedibili, con i suoi personaggi storici come SiRvano detto “Il Vaia”, ma non per questo meno divertenti.

E’ quando sono tutti e tre in scena che arrivano le risate migliori.
Come in “Maranda” sketch esilarante che si ispira al teatro russo, ma che di russo, cupo e freddo non ha proprio niente. Ogni volta che il pubblico in sala ride la performance riparte da capo, con qualche piccola variazione che porta ancora di più a scompisciarsi dalle risate, tanto da non riuscire ad arrivare alla fine se non dopo 4 tentativi, con la comparsa di un Carlo Conti più autoironico, completamente rivestito di una tunica rosa e blu, che interpreta la grande Maranda, l’entità “per cui tutto si muove”.

E infine non potevano mancare i classici personaggi di Panariello, come Merigo e Mario il bagnino, che si sfidano insieme ad altri personaggi di Pieraccioni nel nuovo geniale talent di poesie di Conti “Montale e Quale”, dove i partecipanti sono uno meglio dell’altro!

Lo spettacolo si conclude con una loro ipotetica riunione nel 2036, altri 20 anni dopo, dove però sul palco sono presenti solo Pieraccioni e Panariello perché il povero Conti…
“Dopo aver condotto 22 Sanremo, e averne vinto pure uno, ci ha lasciati… sono sempre i migliori che se ne vanno”.

Per fortuna sono tutti e tre in ottima forma e quindi gli auguro di poter continuare con questo show il più a lungo possibile, perché di ridere di gusto come ho fatto io quella sera ce n’è sempre bisogno.

El.

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