correva l'anno

Correva l’anno 1986…

Correva l’anno 1986 …
E nell’aria suonavano le note di “Caruso” di Dalla.

Di quell’inizio d’anno ricordo molto bene i grandi preparativi legati al matrimonio; l’appartamento da finire di ristrutturare dopo che l’inquilino lo aveva lasciato non proprio benissimo, la scelta del mobilio minimo per rendere la casa abitabile, la scelta dei colori delle tinte delle pareti, la ricerca della chiesetta per celebrare la cerimonia, la scelta del ristorante, l’invio delle partecipazioni, la lista di nozze ed infine gli abiti per gli sposi. Sembra quasi impossibile che per sposarsi si debbano fare così tante cose e soprattutto che si riesca anche a farle tutte continuando anche ad andare a lavorare.

Contemporaneamente a tutte queste nostre attività, in Italia le Brigate Rosse uccidono Lando Conti (ex sindaco di Firenze) e Lucio Dalla fa uscire l’album “Bugie”. L’album, contiene una serie di belle canzoni la più famosa delle quali è sicuramente “Se io fossi un angelo”. La canzone é basata su una melodia di un collaboratore (e non solo) Roberto Costa, é un brano che lascerà il segno nel panorama musicale italiano e che ricordo con piacere perché ha scandito le frenetiche giornate dei nostri preparativi.

Il mese di marzo vede premiati i nostri sforzi, finalmente si celebra il matrimonio, anche se con il brivido, visto che la settimana prima del “si” mia madre, mio padre ed io ci ritroviamo tutti a letto con l’influenza e la febbre alta. Nonostante questo, tutto va nel migliore dei modi, bella cerimonia religiosa, bel pranzo sulle colline fiorentine e la sera stanchi morti a casa a preparare la partenza per la Luna di miele.

Mentre in Italia il vino al metanolo uccide 23 persone, ed oltre a questo crea anche un grosso danno economico e di immagine alla nostra Italia, mia moglie ed io siamo a spasso, con il nostro bolide rosso tra Francia, Spagna ed Andorra. Ad ogni ripartenza, per passare da un luogo al successivo, contemporaneamente al rombo del motore, si sente il sottofondo musicale delle cassette che ci siamo portati dietro, comprese quelle del grande Lucio di Bologna (scusate la precisazione ma prossimamente parleremo di un altro grande Lucio).

Quel periodo doveva essere un buon periodo per le partenze perché anche Lucio Dalla insieme agli Stadio parte per la sua prima tournée nordamericana (USA e Canada). Il viaggio sarà breve ma intenso, saranno visitati posti molto lontani fra di loro, e qualche giorno prima dell’ultima data, a Chicago presso il famoso ” Village Gate ” di New York, Roberto Costa (ora capirete il “non solo”) registra le canzoni che faranno parte di una raccolta che darà vita al primo album dal vivo di Lucio. Ma, come di consueto per quegli anni, per dare alla luce l’album c’era la necessità di inserire almeno un brano inedito e Lucio non aveva ancora qualcosa di adatto.

Nel frattempo nella lontana, ma per altri versi vicina, Ucraina (URSS) esplode la centrale nucleare di Chernobyl generando un disastro nucleare di proporzioni gigantesche, la nube tossica che si muove verso Occidente arriverà in Italia più di un mese dopo ed io ricordo ancora quando, attraverso i telegiornali, il Governo Italiano vietò la vendita di verdure e la somministrazione del latte fresco ai bambini.

Ma nel mondo non contenti di questo ed altri problemi, troviamo anche il tempo per delle schermaglie fra popoli rivali, gli Americani infastiditi dal comportamento della Libia di Gheddafi, bombardano ed i Libici scagliano alcuni missili alla volta di Lampedusa.

Arrivati a ridosso del periodo estivo, Lucio, che ancora non ha il pezzo inedito adatto, decide di partire per le vacanze con la sua barca. Attenzione, perché qui sembra di passare dalla realtà alla fantasia ma non é proprio così. Al largo di Sorrento la sua barca ha dei problemi e Lucio é costretto a passare la notte a terra. Il destino vuole che pernotti nello stesso albergo, e nella stessa stanza nella quale aveva trascorso una delle sue ultime notti proprio il grande tenore Enrico Caruso.
Durante la sosta, i proprietari dell’albergo, raccontano a Dalla del soggiorno del grande tenore e della sua passione per la giovane allieva alla quale insegnava canto.
Questo, insieme agli arredi ed ai ricordi dell’evento contenuti nella camera, scateneranno l’ispirazione di Lucio, che racconterà la storia attraverso il bellissimo brano “Caruso”.

” Qui dove il mare luccica
E tira forte il vento
Su una vecchia terrazza
Davanti al Golfo di Surriento
Un uomo abbraccia una ragazza
Dopo che aveva pianto
Poi si schiarisce la voce
E ricomincia il canto”

Questo brano diventerà il primo brano e l’inedito che completerà l’album Live che prenderà il titolo “DallAmeriCaruso”, un album bellissimo, che contiene alcune fra le più belle canzoni di Lucio come “La sera dei miracoli”, la stupenda “Anna e Marco”, “L’ultima Luna”, di nuovo ” Se io fossi un angelo”, “4/3/1943”, “Futura” e “L’anno che verrà”.

La canzone “Caruso” é di una dolcezza struggente, il pianoforte di Lucio emette una nota dopo l’altra generando una melodia da brividi che viene completata dal solito Roberto Costa, al basso ed alle tastiere, e da Bruno Mariani, alla chitarra. Le parole sono semplicemente stupende ed il ritornello in dialetto napoletano rende l’atmosfera, se mai ce ne fosse bisogno, ancora più emozionante.

Il successo esplode immediatamente tanto che il “Club Tenco” la premia come canzone più bella dell’anno e le interpretazioni di Lucio alle varie presentazioni del brano sono una più bella dell’altra.
Il successo con il tempo diventa mondiale, molti grandi cantanti interpretano la canzone e tutti riescono a dare un contributo in termini di emozioni, sia coloro che la interpretano in modo simile a Lucio (anche se il suo modo di cantarla é unico), sia coloro che ne danno una versione più adatta alle loro sonorità. Fra tutte le versioni che sono riuscito a rintracciare in rete, mi hanno colpito in modo particolare, le interpretazioni femminili di Mina e Lara Fabian, due modi di rendere la canzone meno potente, ma molto più delicata. Per quanto riguarda le voci maschili, come detto, sono indubbiamente molto legato alla versione originale di Lucio Dalla ma mi piacciono molto anche le interpretazioni di Pavarotti, Bocelli ed Il Volo.

Ad oggi, questa canzone è considerata la più famosa canzone italiana nel mondo, dopo “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, ed é quella che in assoluto ha venduto più copie, considerando tutte le versioni, comprese le traduzioni nelle altre lingue, si parla di circa 38 milioni di copie.

Per l’ascolto vi suggerisco il seguente link, ma vi consiglio di cercare anche le versioni al femminile che ho citato sopra.

Sperando di avervi fatto passare serenamente qualche minuto, vi saluto in attesa di un nuovo viaggio in compagnia di un altro classico della musica italiana.
A presto
Mr.

4 pensieri riguardo “Correva l’anno 1986…”

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