Scrittori Emergenti

“Quando dal cielo cadevano le stelle” di Federica Pannocchia

Premessa: quando mi trovo davanti ad un romanzo, ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, e che tratta temi delicati, come lo sterminio degli ebrei, generalmente sono piena di scetticismo e pregiudizio. Mi chiedo: chi lo ha scritto si sarà documentato bene sugli eventi, o si sarà fatto prendere la mano dalla vena di romanziere? Il libro sarà ricco di patetismi e di dettagli violenti? Cosa c’è ancora da dire sull’Olocausto, che non sia già stato detto? In poche parole, passo oltre e leggo altro.

Devo dire, però, che il libro di Federica Pannocchia (nome d’arte per Sofia Domino), mi ha positivamente colpito. Prima di iniziare il romanzo, ho letto la Nota dell’autrice, e ho 10687044_817135818336748_1431687946410439782_nscoperto che Sofia, pur essendo giovanissima (classe 1987), non ha lasciato niente al caso; si è attentamente documentata, ha incontrato sopravvissuti, e con consapevolezza e
sensibilità, ha maturato, profondo dentro di sé, il desiderio di dare un contributo alla memoria e alla speranza. Memoria di tutti quei sogni uccisi da un’ideologia politica, di chi è stato internato in un campo di concentramento ed è diventato un numero, prima di scomparire in una nuvola di fumo. Speranza in un mondo migliore, fatto di pace e rispetto, in cui tali tragedie siano solo un ricordo del passato. L’intento mi sembra del tutto onorevole.

“Quando dal cielo cadevano le stelle” narra la storia di Lia, una ragazzina ebrea di tredici anni, che ama ridere e scherzare, e che è piena di vitalità. Una vitalità, che però, le leggi razziali di Mussolini e l’odio dei tedeschi fanno di tutto per distruggere.

La famiglia di Lia, come quella di Anna Frank, è costretta a rifugiarsi in un nascondiglio, per sfuggire ai rastrellamenti. Giorno dopo giorno cerca di mantenere la normalità di sempre, ma la scarsità di cibo e la paura di essere scoperti rendono tutto più difficile. Il 16 ottobre 1943 non sfuggirà alla deportazione dal ghetto di Roma, ad Auschwitz.

Per Lia sarà l’inizio di un incubo, ma quest’esperienza accrescerà anche la sua determinazione nel gridare al mondo di non dimenticare. La stessa determinazione la spingerà a credere nella vita, nonostante tutto quello che succede intorno a lei. Perché non esistano mai più le divise a righe, perché nessuno sia più identificato con un numero tatuato su un braccio o in base ad una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

Cat.

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