correva l'anno

Correva l’anno 1976…

Correva l’anno 1976 …

E nell’aria suonavano le note del brano “Margherita” di Riccardo Cocciante.

In questo nuovo incontro parleremo di Riccardo Cocciante e della canzone Margherita”, che lo consacra definitivamente come uno dei grandi cantautori italiani.

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Cocciante nasce a Saigon il 20 febbraio del 1946 da padre italiano e madre francese, si trasferisce a Roma ad undici anni ed è qui che si forma artisticamente. La sua carriera inizia con un album del 1972 “Mu”, che conservo gelosamente nella mia raccolta di Vinili e che, nonostante non abbia avuto un grande successo, ascolto con molto piacere. La sua produzione di questi primi anni settanta è densa di belle canzoni, che lo fanno conoscere al grande pubblico e fra queste ci sono sicuramente “Poesia” dall’omonimo album, “Bella senz’anima” e “Quando finisce un amore” dall’album Anima.

Anche se la sua popolarità risale a quegli anni, secondo me, il suo più grande successo non è legato ad una canzone o ad un album, ma ad un musical del 1998 (arrivato in Italia nel 2002), che ancora oggi sta continuando a mietere successi, “Notre-Dame de Paris” e che lo ha reso noto anche alle nuove generazioni (mia figlia conosce tutte le canzoni a memoria ed ha visto lo spettacolo più volte). notre-dame

Gli anni settanta, che abbiamo già visitato qualche settimana fa, sono stati caratterizzati da un grande mix di sensazioni, alcune negative, altre positive.

Ripensando in particolare all’anno 1976 le sensazioni negative che ricordo sono legate alla complessa situazione politica, alle disgrazie dovute agli eventi naturali ed ai fatti di cronaca.

Per quanto riguarda il primo argomento come scordarebr la “stagione del terrorismo”; le Brigate Rosse ed Ordine Nuovo hanno sparso molto sangue con attentati durante I quali hanno perso la vita diversi “Servitori dello Stato”, da Procuratori della Repubblica a Vice Questori, da Marescialli a Carabinieri e tutto questo nonostante il fatto che nel gennaio dello stesso anno fosse stato inferto un duro colpo con il secondo arresto del capo delle Brigate Rosse Renato Curcio.

Quando si parla di disgrazie per eventi naturali il pensiero va al terribile terremoto del Friuli che, nel mese di maggio, distrusse alcuni paesi, provocando mille morti e migliaia di feriti oltre che ingentissimi danni.

Infine il fatto di cronaca dell’anno è relativo allo scoppio del reattore dell’ICMESA di Seveso nei pressi di Milano che provocò una grande nube tossica di Diossina e richiese delle misure di sicurezza importanti per la salute dei cittadini della zona.

maturitaDal punto di vista personale l’anno in questione ha rappresentato la fine della prima fase della mia vita con il completamento del ciclo degli studi obbligatori e l’esame di maturità ed allo stesso tempo la prima scelta veramente consapevole, l’Università.

Ad onor del vero, nello stesso anno ho vissuto anche l’eccitante esperienza delle prime vacanze da solo (forse potrei dire anche delle prime vere vacanze, visto che nei periodi estivi lavoravo). Ripensandoci attentamente, la cosa non iniziò proprio nel migliore dei modi, poco prima della partenza mia madre ebbe un problema ad un ginocchio, che la costrinse a letto per diversi giorni e questo fatto, unito alla preoccupazione per la mia prima partenza solitaria, la rese di pessimo umore.

Nonostante questo handicap iniziale, un mio amico ed io, muniti di una “lussuosa” tendina canadese due posti, partimmo con il treno alla volta delle Dolomiti. Fra tram, treno e pullman, dal pomeriggio tardi arrivammo al paesino di destinazione il giorno successivo all’ora di pranzo.

Del giorno di arrivo ricordo soltanto il montaggio della tenda; a quei tempi esisteva il campeggio libero e ci posizionammo al bordo di un boschetto nei pressi di un albergo, e l’ingresso in tenda per un riposino… fu quel distenderci per qualche minuto che ci svegliammo la mattina dopo al canto degli uccelli.e2931205-87ed-4134-8eea-71d1e91ca7c9

Fu una vacanza molto bella, divertente e rilassante al tempo stesso, che mi fece conoscere per la prima volta tante persone e, allo stesso tempo, scoprire la naturale bellezza di quei luoghi. Le giornate trascorrevano veloci fra le partite del torneo di calcio organizzato dal paese, le passeggiate per le malghe, le cene in pizzeria e le serate in una piccola discoteca.

Ma per i giovani di quell’epoca sono stati anche momenti di grande fermento culturale e di grandi adunate ai concerti. Il panorama musicale italiano era pieno di artisti, molti dei quali sono ancora le colonne portanti del settore. Fra coloro che pubblicarono un album in quell’annata basta ricordare Franco Battiato con “M.le le Gladiator”, Edoardo Bennato con “La Torre di Babele”, Angelo Branduardi con “Alla Fiera dell’Est”, Lucio Dalla con “Automobili”, Francesco De Gregori con “Bufalo Bill”, Eugenio Finardi con “Sugo”, Francesco Guccini con “Via Paolo Fabbri 43”, Claudio Lolli con “Ho visto anche degli Zingari felici”, Antonello Venditti con “Ullàlla” ed anche tanti altri che non sto a citare e con i quali mi scuso.

Non c’è solo la musica, è del 1976 anche unnovecento grandissimo film di Bernardo Bertolucci, “Novecento” la cui colonna sonora porta la firma del grande maestro Ennio Morricone. Il film racconta la storia di tre generazioni impegnate nella lotta di classe nella provincia Emiliana, descrivendo, attraverso le sue scene, 50 anni di politica italiana (non a caso dura più di cinque ore). Il cast del film è di grandissimo spessore; ci sono Robert De Niro, Gerard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Domenique Sanda ed anche le nostre Alida valli e la giovane Stefania Sandrelli.

Ed è in questo contesto che si colloca la canzone di cui andiamo a parlare. L’album vede la collaborazione fra Cocciante, Vangelis, che cura I bellissimi arrangiamenti elettronici, e Luberti, che oltre a produrre il disco cura anche alcuni testi, fra i quali Margherita.

Nel disco sono contenute una decina di canzoni che affrontano vari temi, dalla violenza sulle donne, alla similitudine fra la stagione della primavera ed il concepimento e la nascita, al concetto dell’amore nella sua forma più pura fino alla stupenda canzone d’amore “Margherita”.riccardo_cocciante_-_concerto_per_margherita

Cocciante stesso in un’intervista rilasciata a Radio24 chiarisce che Margherita non è mai esistita ( come pure la Bella senz’anima) perchè le sue canzoni sono allegoriche, rappresentano cioè momenti di vita e stati d’animo.

In effetti, ascoltando la canzone più volte, ho avuto la sensazione che questa, più che essere dedicata ad una donna specifica, è dedicata a tutte le donne che rappresentano l’amore e quindi alla fase dell’innamoramento. È proprio in questo momento magico che ogni donna incarna, per il suo innamorato, tutte le cose positive che Cocciante elenca…

“Perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,

perché lei ama i colori,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama”

È sempre in questo momento che l’amata rappresenta tutti i desideri dell’innamorato, anche se, come dice il testo verso la fine, “non sa che può far male”

“Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male”

La canzone, dunque, è una bellissima storia d’amore ed esprime il sentimento ed il desiderio di conquista che il protagonista ha nei confronti di questa figura femminile, che rappresenta i suoi sogni ed i suoi desideri.

Il brano, che ha avuto un grandissimo successo, è stato primo nella hit parade italiana, spagnola, francese ed in molti paesi del Sud America, qualche anno dopo, addirittura, è stato tradotto in olandese e la sua interpretazione ha riscosso un notevole successo.

Sperando di aver stimolato la voglia di riascoltarla, magari in un modo diverso, vi segnalo un link alla canzone e vi saluto aspettandovi di nuovo fra quindici giorni, per un altro viaggio nel tempo e nella musica.

Buona giornata!

Mr.

4 pensieri riguardo “Correva l’anno 1976…”

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