“I delitti della Primavera” di Stella Stollo

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In questo bel thriller storico, che ho scoperto per caso, grazie alla generosità di mia cugina, la Firenze della fine del Quattrocento prende vita, rivelando tutta la preparazione storica e culturale di Stella Stollo, fervida lettrice di romanzi e scrittrice per pura passione.

Avete sempre sognato di incontrare Leonardo o Botticelli e di girare per le vie dell’antica Firenze, che si stacca dalle pagine dei libri di storia e diviene magicamente reale? Questo è il libro che fa per voi! Andrete al mercato a comprare i pigmenti da stendere sulla tela, respirerete l’odore acre delle taverne, parlerete di filosofia e di progresso, ammirando splendidi tessuti e gioielli alla corte di Lorenzo il Magnifico.

Sullo sfondo dei dettagli storici, ricostruiti con cura, ma non con pedanteria, l’autrice introduce diversi personaggi inventati (come ad esempio Simonetta, musa ed amore di Botticelli, o Ginevra, esperta in rimedi naturali e per questo accusata di stregoneria), delineando una storia accattivante, anche se a tratti estremamente cruda.

Una serie di omicidi efferati ha infatti sconvolto la vita della città. Le vittime sono sempre donne giovani, belle, e benestanti, e lo spietato assassino sembra ispirarsi al misterioso capolavoro dipinto da Sandro Botticelli e Filippino Lippi, ovvero l’Allegoria della Primavera. Su ogni cadavere viene infatti trovato un simbolo distintivo, che si ricollega al quadro: un ramoscello, un mantello rosso, una ghirlanda di fiori.

Tra efficaci salti temporali, che ricostruiscono sia i delitti disseminati nell’arco di dieci anni, che lo sviluppo dell’opera Botticelliana incriminata, seguiremo l’azione paziente e imperterrita di un investigatore speciale, Filippino Lippi, il quale riuscirà a dipanare il mistero.

Oltre alla magica capacità di coniugare storia ed immaginazione, ciò che personalmente ho più apprezzato del romanzo è il fatto che spesso l’autrice utilizza il passato per esprimere la propria opinione su determinati temi sempre molto attuali, come l’omofobia e la violenza domestica. Le donne hanno certo fatto passi da gigante rispetto alla discriminazione, a cui dovevano sottostare alla fine del Quattrocento, ma il romanzo della Stollo ci fa capire che c’è ancora molto da fare, soprattutto in merito a valori fondamentali, quali l’uguaglianza e la libertà.

Cat.

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Se sei interessato ad altre recensioni le trovi qua -> Recensioni libri

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