“L’amica geniale” di Elena Ferrante

Ebbene sì: come già anticipato ieri, di Elena Ferrante si sa davvero poco: è un nome reale o uno pseudonimo? Dietro l’anonimato si nasconde una donna o (perché no?) un uomo? Molte sono le ipotesi fatte negli anni da chi cerca di svelare un mistero destinato a rimanere irrisolto. Pur mantenendo segreta la propria identità, la Ferrante ha ottenuto in pochi anni, sia in Italia, che all’estero, un successo notevole di critica e di pubblico, vincendo premi letterari e attirando l’interesse del cinema, che da diversi suoi romanzi ha tratto altrettante pellicole (v. L’amore molesto di Mario Martone del 1995 e I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza del 2005).

Il romanzo di cui voglio parlarvi oggi è forse uno dei suoi più famosi (se non il più famoso): si tratta de L’amica geniale, il primo volume di una tetralogia, che ha come protagoniste Elena e Raffaella, due amiche che vivono nella Napoli degli anni ‘50. Il libro, attraverso la voce di un’ormai anziana Elena, narra l’infanzia e la giovinezza delle due amiche, il loro conoscersi e studiarsi, prima di scegliersi, ed intessere un rapporto profondo, fatto a volte anche di incomprensioni e rivalità. Il padre di Lila (Raffaella) è un calzolaio e non può permettersi di pagare gli studi alla figlia, che quindi dovrà interromperli, mentre Lenù (Elena) è figlia di un usciere comunale, il quale riesce a mandarla alle medie e poi al liceo: una separazione forzata, che le due ragazze faticheranno ad accettare e che causerà loro non poca sofferenza.

Forse il successo della Ferrante sta proprio in questo: narrare in modo avvincente l’esistenza di due protagoniste comuni, in cui è quasi impossibile non immedesimarsi. La loro paura di crescere, il desiderio misto a timore di lasciare la città e costruirsi un futuro migliore, i loro amori e le loro gelosie reciproche sono un po’ anche le nostre. In più il libro ha il pregio di riuscire a delineare un ritratto molto realistico della città in cui è ambientato: una Napoli luci ed ombre, dove la voglia di riscatto, sia esso economico, culturale o morale, incontra mille difficoltà.

Una lettura assolutamente consigliata! A martedì prossimo!

Cat.

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2 risposte a "“L’amica geniale” di Elena Ferrante"

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