“Storia di una serva” di Paula Fox

Luisa De la Cueva nasce tra le piantagioni di canna da zucchero dell’isola caraibica di San Pedro. Suo padre è il figlio della padrona della vivienda,43740 in cui lavora la madre, una donna abituata a servire, sia in casa che fuori. Sebbene il padre viva con loro, è un uomo burbero e scostante, e Luisa cresce quindi praticamente con la nonna Nana, nella quale trova sostegno ed affetto, e a cui è profondamente legata. La bambina affronta ogni giorno con grande curiosità e cresce in fretta, assorbendo tutto come una spugna (la Fox si rivela estremamente brava nell’osservare il mondo con gli occhi di un bambino e non stupisce che si sia affermata anche come scrittrice di libri per ragazzi).

Arriva però troppo presto il momento di abbandonare tutto per seguire la famiglia in America, dove, secondo il padre, potranno rifarsi una nuova vita e lasciarsi alle spalle la sensazione di sentirsi scomodi ed indesiderati.

L’America non si rivela il paese della cuccagna, ma quello dell’emarginazione, e le ristrettezze economiche porteranno Luisa a cercarsi presto un lavoro. Nonostante il padre sogni per lei un futuro da donna istruita, Luisa sceglierà il mestiere della madre: farà la governante, covando il sogno di tornare un giorno alla terra natia. È una scelta matura e consapevole, che nonostante i molti momenti difficili, non la farà mai rinunciare alla propria dignità.

La Fox è una piacevole scoperta e questo è a mio parere il suo libro più bello. Ha uno stile scorrevole, intimista ed introspettivo, che non scade mai nel patetico e nel lamentoso. La scrittrice americana ci offre il ritratto indelebile di una donna piena di dignità, che accoglie e supera le difficoltà senza mai svendersi e tradire i propri ideali. Storia di una serva è un affresco fedele dell’America degli anni ‘50 del Novecento, dove essere immigrato significava sperare in un futuro migliore, senza mai dimenticare le proprie radici. Quella che ci regala la Fox è una lettura intensa e colma di riflessioni, da riportare anche ai nostri giorni, perché in fondo anche oggi viviamo un tempo in cui essere immigrati è per molti una realtà.

Appuntamento a martedì prossimo e buona lettura!

Cat.

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3 risposte a "“Storia di una serva” di Paula Fox"

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