correva l'anno

Correva l’anno 1982…

Correva l’anno 1982 …

E nell’aria suonavano le note dei brani “Non sono una signora” di Loredana Bertè e “E non finisce mica il cielo” di Mia Martini.

Per questo viaggio che ci riporta agli anni ottanta ho deciso di rimediare ad una mia mancanza e di parlare di musica al femminile e, per l’occasione, andremo a parlare di due artiste che hanno scritto pagine importanti della nostra storia musicale.

mia-martini-loredana-bertè.jpgLoredana Bertè e la sorella Mia Martini (all’anagrafe Domenica Rita Adriana Bertè) condividono, oltre che la località Bagnara Calabra, lo stesso giorno e lo stesso mese di nascita, il 20 settembre ma Loredana, la più giovane, è nata nel 1950 e Mia nel 1947. Purtroppo Mia è scomparsa tragicamente il 12 maggio del 1995 lasciando in eredità alla musica italiana un gran numero di interpretazione di belle canzoni molte delle quali sono continuamente riproposte da tante colleghe compresa la sorella Loredana.

La loro infanzia è difficile, i genitori, padre professore e preside di liceo e la madre maestra, sono molto severi ed impongono alle figlie una rigida disciplina. Da quello che Loredana ha detto in una intervista dopo la scomparsa della sorella Mia, pare che il padre fosse un tipo violento e la madre una donna poco presente con le figlie.

Mimì, come viene chiamata in famiglia Mia, e Loredana trascorrono la giovinezza nel maceratese a Porto Recanati e Mia è attratta dalla musica fin da piccola tanto che nei primi anni sessanta riesce perfino a convincere la madre ad accompagnarla a Milano per un provino.

Verso la metà degli anni sessanta, dopo qualche tempo dalla separazione dei genitori, le sorelle e la madre si trasferiscono a Roma dove conoscono Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, con il quale formano un trio alla ricerca di un po’ di notorietà che non arriverà nell’immediato ma un po’ di tempo dopo.

Mimì

71Il successo di Mimì, anzi Mia inizia negli anni settanta grazie ai brani “Padre davvero”, “Piccolo uomo” e “Minuetto” che gli permettono di vincere, oltre che diverse manifestazioni, due dischi d’oro.

Nonostante le sue traversie con le case discografiche Mia riesce a collezionare diversi successi e nel 1977 incontra Ivano Fossati con il quale avrà un importante legame artistico ed un complicato legame sentimentale.

Agli inizi degli anni 80 Mia viene operata alle corde vocali ed è costretta all’inattività per un anno. Nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo con il brano “E non finisce mica il cielo” scritta da Fossati con la quale vince il premio della critica che, dopo la sua morte, si chiamerà “Premio Mia Martini”.

Alla fine del 1983, delusa, decide di ritirarsi dalle scene perché stanca di essere considerata una “iettatrice”. Qualche anno dopo provata dalla fine del rapporto con Fossati, emarginata dal mondo dello spettacolo ed in difficoltà economiche Mia si ritira in campagna dedicandosi soltanto a delle serate in piccole località di provincia.

Il successo comunque ritornerà nel 1989 e durerà fino all’improvvisa morte il 12 maggio del 1995.

Loredana

loredana-berte-padre-mimiLoredana inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo nella seconda metà degli anni sessanta come ballerina e fa parte del gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone in tournée in Messico. Al ritorno, nel passare da New York, ha occasione di vedere la rappresentazione del musical “Hair” e ne rimane entusiasta tanto che riesce ad ottenere una parte nella versione italiana.

È in questa esperienza che conosce Bill Conti che la sprona ad intraprendere la strada della musica, come dirà successivamente lei stessa in una intervista.

Negli anni settanta inizia così il suo percorso musicale come corista partecipando al primo album della sorella Mia “Oltre la collina” ma continuando anche a lavorare in teatro in una commedia musicale.

Durante la sua storia d’amore con il campione di tennis Adriano Panatta, a metà degli anni settanta inizia il suo successo come cantante grazie al brano “Sei bellissima”, ma nonostante questo non disdegna altre forme artistiche interpretando anche alcuni film.

La sua carriera musicale è legata sia a Mario Lavezzi, con il quale avrà una lunga storia sentimentale, che a Ivano Fossati del quale interpreterà “La mia banda suona il rock”, “Dedicato” ed altre.

L’apice del suo successo arriva nei primi anni ottanta ed in particolare nel 1982 con “Non sono una signora” e continua fino al 1989 anno in cui convola a nozze con il campione di tennis Bjorn Borg. Questo periodo, non facile, la vede assentarsi dalle scene fino al 1992, anno nel quale si separa dal marito.

Nel 1993 Loredana ritorna in veste di cantautrice e partecipa con la sorella Mia al Festival di Sanremo con il brano “Stiamo come stiamo”. Da allora fino ad oggi, tra alti e bassi, Loredana fa parte del panorama musicale femminile italiano distinguendosi rispetto alle altre colleghe per il suo modo aggressivo e trasgressivo di cantare e per le tematiche delle sue canzoni che trattano molto spesso argomenti “caldi” come l’emarginazione, la depressione, la droga, il sesso, la guerra ed il femminismo.

Possiamo dire che ambedue hanno avuto una vita travagliata che le ha portate ad essere assenti per dei periodi più o meno lunghi dalle scene musicali.

La canzone di Loredana è perfetta per descrivere il suo personaggio

“Non sono una signora
Una con tutte stelle nella vita
Non sono una signora
Ma una per cui la guerra non è mai
Finita
Oh no, oh no…”

La canzone di Mia invece bene si adatta al suo personaggio triste ed alle sue storie d’amore sofferte

“E non finisce mica il cielo
Anche se manchi tu
Sarà dolore o è sempre cielo
Fin dove vedo”

Per quanto mi riguarda, a parte le due canzoni citate, dell’anno 1982 il ricordo più nitido é quello del 5 di luglio giorno della sfida Italia Brasile ai mondiali Spagna. Quel caldo pomeriggio ero insieme a dei miei compagni di studio all’università a ripassare l’esame che avremmo dovuto dare il giorno dopo e una mezzora prima del fischio d’inizio mollammo tutto per andare a vedere la partita. Io presi il mio motorino e mi diressi verso casa della mia fidanzata dove era tutto pronto per l’evento sportivo. Per le strade poca gente e quella poca si affrettava a raggiungere un televisore. Arrivai a suonare il campanello pochi minuti prima del fischio d’inizio ed una volta entrato in casa mi affrettai a prendere posizione sul divano. Ero un po’ sudato sia per il caldo torrido che per le scale fatte di corsa ma tanta era la concentrazione che me ne accorsi soltanto a partita iniziata, rimediai come potevo con un fazzoletto e mi immersi nella telecronaca della partita. Tutti guardavamo fissi il televisore ed urlavamo contro l’arbitro come se fossimo stati presenti allo stadio. In campo i nostri stavano tenendo testa in modo autoritario alla formazione a detta di tutti più forte del torneo e quindi del mondo. Alla prima rete di Paolo Rossi saltammo tutti per aria abbracciandoci ed urlando ” Italia Italia”, alla rete di Socrates ci mettemmo le mani sul viso e ci guardammo sconsolati pensando ” è finita ora ci stendono”. Poco dopo Rossi ci riportò in vantaggio facendoci schizzare in aria come molle, ancora una volta il Brasile ci raggiunse grazie ad un goal di Falcao e le facce si fecero molto scure ma Rossi non aveva finito la sua opera e con una bella deviazione realizzò la sua memorabile tripletta che gli valse il soprannome di “Pablito” ed il pallone d’oro. Nello spezzone di partita rimasto avemmo soltanto il tempo di assistere ad una rete annullata ad Antognoni (idolo di noi fiorentini) e ad una grande parata di Dino Zoff che pochi minuti prima della fine salvò il risultato. Al triplice fischio finale ci scatenammo in preda ad una euforia sfrenata che si ripeté qualche giorno dopo l’11 luglio con la vittoria per 3 a 1 nella finale con la Germania Ovest quando Nando Martellini urlò eccitatissimo “Campioni del Mondo… Campioni del Mondo… Campioni del Mondo!!!”. Il giorno dopo l’esame andò bene ed iniziai a pensare all’argomento della tesi.

Purtroppo non mi ricordo solo cose positive dato che a settembre l’Italia ripiombò in un clima pesantissimo quando la mafia assassinò in un agguato il generale Dalla Chiesa Prefetto di Palermo, sua moglie e l’agente di scorta.

Fra le curiosità da ricordare di quell’anno ci sono, l’uscita del primo CD (52nd Street di Billi Joel), il debutto di “Rambo” e l’uscita del disco più venduto di sempre: Thriller di Michael Jackson con 115 milioni di copie.

Bene, anche questo viaggio è arrivato alla fine…vi aspetto per il prossimo.

Mr.

 

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