“L’inventore di sogni” (The Daydreamer) di Ian McEwan

L’inventore dei sogni (il daydreamer del titolo originale) è Peter Fortune, un bambino di dieci anni, che i genitori e gli adulti giudicano come distratto e complicato, ma che in realtà è un vulcano di immaginazione. Capita infatti spesso che il piccolo Peter si estranei dal mondo circostante, intento, con lo sguardo perso nel vuoto, a creare universi paralleli e mirabolanti avventure, di cui è l’eroe indiscusso.

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Così, in uno degli otto racconti di cui si compone il romanzo di Ian McEwan, Peter immagina di essere un gatto, e di agire e pensare proprio come un felino. In un altro, invece, sogna di possedere la formidabile Svanilina, pomata in grado di cancellare la propria famiglia, che non lo capisce e che lo annoia.

Il sogno per Peter non è solo un modo di evasione, ma anche di crescita. Si può infatti maturare attraverso i sogni? Possono essi fornirci il coraggio per affrontare con più coraggio la realtà? La risposta che troverete nel libro è: sicuramente sì.

Se avete letto altro dell’abile scrittore inglese (non a caso definito Ian “il macabro”, visto che di sovente i suoi protagonisti sono assassini e sadici), questo libro vi colpirà, perché mantiene lo stile limpido e colto (marchio di fabbrica di McEwan), e in più si arricchisce di ironia e di una grande capacità di immedesimazione nel mondo infantile (che poi tanto infantile non è). Per quanto riguarda la resa dello stile dello scrittore, bisogna riconoscere il merito della traduzione di Einaudi, che spicca per accuratezza e precisione.

Non si tratta quindi di un semplice libro per ragazzi, anche se a volte capita che così sia definito. L’inventore dei sogni fa secondo me parte di quel gruppo di opere, che a seconda dell’età in cui vengono lette, danno impressioni e trasmettono messaggi diversi: quindi ben venga una prima lettura adolescenziale, ma perché no, anche una adulta (o più di una)! Il bello dei libri in fondo sta proprio in questo: li possiamo prendere, lasciare e riprendere quando vogliamo.

Spero davvero che lo stile magico di McEwan vi conquisti, come ha conquistato me! E se siete già suoi affezionati lettori, mi piacerebbe molto sapere qual è il vostro libro preferito!

A martedì!

Cat.

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2 risposte a "“L’inventore di sogni” (The Daydreamer) di Ian McEwan"

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