Attualità ed Eventi

Mia moglie andava in barca a Barcellona

Cari amici di EC_Shivers’,

Oggi riallacciandosi a quanto anticipato venerdì passato sulla nostra pagina di Facebook, parleremo dello spettacolo andato in scena sabato 20 in un teatro appena fuori Firenze e più precisamente nella località dell’Antella. PicsArt_05-24-11.58.54
La particolarità della serata è che sul palco non sono saliti attori professionisti o dilettanti ma infermieri e medici del reparto di terapia intensiva dall’ospedale O.S.M.A di Firenze accompagnati da alcuni amici disposti a dare loro una mano.
Il filo conduttore della serata sono state le sensazioni e le emozioni raccontate da quei pazienti che hanno avuto esperienze in rianimazione.
Queste sensazioni sono state raccolte dal personale del reparto anche grazie all’ambulatorio di follow-up che purtroppo, a differenza dei reparti di oncologia e chirurgia, richiede il pagamento di un ticket.

Fatta questa premessa e grazie all’aiuto di Rs, che insieme a me ha partecipato e visto la rappresentazione, passiamo a dirvi com’è andata attraverso le sue parole.

“Lo spettacolo è andato in scena ed è stato un successo!!!

 Tutto centrato sulle emozioni espresse da coloro che sono stati ricoverati in terapia intensiva ha destato altre emozioni, emozioni negli spettatori e nel cast.

Per un attimo, nel buio prima dell’inizio, i cuori degli “attori” battevano impazziti all’unisono trattenuti nel petto dalle mani sudate e nervose. La bocca asciutta, il vuoto nella testa, le farfalle nello stomaco come per gli innamorati al primo incontro…..e l’amore è sgorgato, si è sciolto nelle loro voci, nei loro movimenti, negli strumenti ed ha contagiato tutti.  La tensione è stata alta fino all’ultimo inchino ed all’ultimo applauso.

 Gli spettatori sono usciti sorridenti, compiaciuti ed un po’ increduli del fatto che li avessero commossi e divertiti intrattenendoli per cento minuti rappresentando paura, angoscia, dolore, fame,sete, freddo, allucinazioni ma anche speranza, dignità, amore, eros, accoglienza e protezione.

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 Un insieme eterogeneo di persone, sanitari, ex pazienti, giovani amici artisti, tecnici e regista, si sono riuniti sotto il tetto dell’appartenenza ad un gruppo ed hanno dato vita a questa rappresentazione teatrale nella quale si sono succeduti la tristezza e l’allegria, il sorriso ed il pianto, una barca nella notte in balia del mare tumultuoso ed una barca cullata dalla bonaccia in una giornata soleggiata vicino ad una riva, ad un approdo speranzoso che può appartenere a tutti, anzi deve essere di tutti.

 Come annunciato l’incasso della serata sarà utilizzato per il pagamento del ticket sanitario per l’ambulatorio di followup tenuto dagli infermieri e dai medici della rianimazione dell’ospedale Santa Maria Annunziata (Bagno a Ripoli – Firenze) per gli utenti che vi sono stati ricoverati.

 Ah!!!…. dimenticavo… come riportato dalle allucinazioni di un ricoverato …… su quella barca “mia moglie andava a Barcellona”!!!!!!!!!

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In effetti la serata é volata via velocemente fra momenti di riflessione, commozione ed allegria, i nostri “attori” hanno raggruppato queste sensazioni a seconda dell’argomento ed hanno intervallato frasi riportate dai pazienti con canzoni, recitazione, balletti e due divertentissimi sketch uno ispirato alle “Sorelle Bandiera” ed uno ispirato allo spogliarello di “Full Monty”.

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Effettivamente il successo é andato oltre le più rosee previsioni, il teatro pieno ha tributato scrosci di applausi ed ha gradito molto questo mix di sensazioni, la serata è finita con un grande brindisi generale offerto dagli organizzatori ( sempre medici ed infermieri) al pubblico e i festeggiamenti dei protagonisti in pizzeria.

A risentirci presto per le nostre consuete rubriche.

Mr.

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Un grazie a tutti per le visualizzazioni e le condivisioni oltre ad un caro saluto.

4 pensieri riguardo “Mia moglie andava in barca a Barcellona”

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