correva l'anno

Correva l’anno 1995…

Correva l’anno 1995 …

E nell’aria suonavano le note del brano “ Frankenstein” di Marco Masini.

Dalla fine degli anni settanta ci siamo proiettati a metà degli anni novanta quando esce il quarto album di Masini dal titolo “Il cielo della vergine”.marco_masini_2015-e1418397157748.png

Marco Masini nasce a Firenze il 18 settembre del 1964 ed anche lui, come altri cantautori di cui ho già parlato, si avvicina alla musica giovanissimo; fra i suoi insegnanti il pianista e compositore fiorentino Walter Savelli noto anche per le sue collaborazioni con Claudio Baglioni.

Gli inizi della carriera musicale di Masini sono stati tutti incentrati su personaggi toscani; Bob Rosati, che grazie al suo studio a Sesto Fiorentino, gli ha permesso di fare i primi provini, il poeta e compositore  Beppe Dati che ha collaborato con lui ad alcuni brani ed infine  il produttore, compositore e paroliere Giancarlo Bigazzi incontrato nel 1986.

Una cosa che molte persone non sanno è che Masini ha collaborato anche ad alcune colonne sonore di film come “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores , “Mery per sempre” e “Ragazzi fuori” di Marco Risi.

Nel 1990 c’è stato il grande salto con la partecipazione al Festival di Sanremo, tra i giovani,  con la canzone “Disperato” scritta proprio da Bigazzi e Dati e la pubblicazione del primo album “Marco Masini” che ha avuto un buon successo di vendite.

Dagli inizi degli anni novanta in poi Masini ha continuato la sua brillante carriera con otto partecipazioni al Festival di Sanremo culminate con la vittoria del 2004 con la canzone “L’uomo volante” e con la pubblicazione dei suoi album di inediti ( undici ) e delle varie raccolte.

Fra i suoi lavori più famosi, oltre il citato “Il cielo della vergine” contenente le due canzoni scandalo “Bella stronza” e “Principessa”, abbiamo “Malinconoia”e “T’innamorerai”  contenenti canzoni come “Perchè lo fai”, “Cenerentola innamorata”,”Ti vorrei”, “Vaffanculo” e le due che danno il titolo ai due dischi.

Nell’aprile del 2001 Masini ha avuto un momento di riflessione con l’annuncio di un ritiro dovuto, secondo quanto da lui detto, ad un eccessivo accanimento della censura e della critica che gli avrebbero impedito di svolgere al meglio il suo lavoro. Anche per lui, come nel caso di Mia Martini, voci maligne gli associavano la proprietà di portare iella.

Alla fine del 2003, nonostante le difficoltà, è ripartito, ha pubblicato la sua raccolta “Il mio cammino” e nel duemilaquattro, come già detto, ha vinto il Festival di Sanremo.

Fra le sue collaborazioni con altri cantanti o cantautori possiamo citare Raf, Umberto Tozzi, Enrico Ruggeri ed il compianto Giorgio Faletti.

Qualcuno si domanderà come mai, fra tutte le canzoni di Marco Masini, ho scelto di parlare proprio di “Frankenstein” che non è certo una delle più famose o di quelle di maggior successo.

La risposta è molto semplice, quando ho ascoltato per le prime volte l’album che la contiene, del quale conoscevo già “Bella stronza”, sono rimasto colpito da questo brano molto particolare che parlava di amicizia e di malattia e che aveva questo arrangiamento dolce che esaltava, evidenziava, le parole pronunciate dalla sua voce graffiante.

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Tutte le volte che riascoltavo l’intero disco, magari mentre facevo le mie cose per la casa, tutte le canzoni mi scivolavano addosso lasciandomi buone sensazioni ma appena arrivavano le note di questa automaticamente smettevo di fare qualsiasi cosa e dovevo fermarmi ed ascoltare, afferrare tutte le parole e pensare. Mi immaginavo la scena del dialogo fra i due amici, mi vedevo l’immagine di questo ragazzone costretto in un letto d’ospedale troppo piccolo per il suo lungo corpo, le sue mani sproporzionate e la sua faccia triste.

Tutta la canzone è da brividi sia per i temi trattati che per il modo in cui vengono trattati, gli argomenti sono attualissimi, si passa dalla discriminazione fra amici del “bruttino” o della “bruttina”, allo scherno per i difetti fisici fino ad arrivare al bullismo tanto di moda in questi tempi ed ai problemi legati alla salute.

Il ritratto di Franco è di una delicatezza unica, le sensazioni che Masini genera in chi ascolta sono bellissime, il difetto fisico diventa bello a vedersi, la goffa esuberanza diventa grazia, l’esagerata altezza diventa prestanza fisica ed il comportamento impacciato diventa eleganza.

“Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere,
ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein.
Io ti prendevo in giro con quel gusto un po’ crudele
dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
Rosso di capelli e con i brufoli sul viso,
verso i sedici anni eri già due metri e tre,
uno spilungone che scopriva col sorriso
l’apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.

piccolo anatroccolo più grosso di un armadio,
che nascondi un cigno che vorrebbe volar via…”

Il tentativo di coinvolgere l’amico in tutte quelle possibili avventure ( la zattera nel mare, lo stadio e le puttane) dopo l’improbabile guarigione è commovente e l’incazzatura per l’ìmpotenza nei confronti della malattia rende l’idea della spontaneità. Questi passaggi, raccontati con la consueta grande rabbia, sono molto simili a quelli che Giorgio Gaber usa, in modo molto più dolce, nella canzone “L’amico” che tratta esattamente lo stesso tema.

“Come stai vecchio Frankenstein,
in un letto di ospedale troppo piccolo.
Tutti al bar ti salutano
e tu piangi grande e grosso come sei.”

Da quello che ho potuto leggere facendo ricerche sulla “rete” per scrivere queste righe sembra che la canzone prenda spunto da una storia vera, una persona che Masini ha conosciuto e che è stata colpita da una grave e fatale malattia.

Per quanto riguarda l’Italia l’anno 1995, grazie a Dio, non è stato particolarmente pesante, il ricordo che ho più nitido non è legato ad eventi disastrosi ma alle elezioni regionali ed alla grande gaffe degli exit pool; la sera, alla chiusura delle urne, i sondaggi indicavano vincente il centrodestra tanto che partirono i festeggiamenti che continuarono fino alla mattina quando invece i dati reali decretarono vincitore il centrosinistra.

Altrettanto non possiamo dire per il resto del mondo ed in particolare per le metropoli, a Tokio una setta usava il gas nervino “sarin” per un attentato che provocava 12 morti e migliaia di feriti ed a Parigi un ordigno esplodeva alla stazione di Saint Michel e causava la morte di 8 persone ed il ferimento di più di un centinaio.

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Dall’altra parte del globo, negli USA, ad Oklahoma City un attentato terroristico con un camion imbottito di esplosivo provocava una carneficina, 168 morti e quasi settecento feriti oltre a tanta distruzione. Si è trattato del più sanguinoso attentato terroristico negli States prima del tristissimo 11 settembre del 2001, data che ha cambiato il modo di vivere dell’intero pianeta.

Per fortuna a fare da contraltare a tante disgrazie alla fine dell’anno una notizia positiva, la fine del conflitto nella ex Jugoslavia con la nascita degli stati indipendenti Slovenia, Croazia, Bosnia e Erzegovina e Serbia e Montenegro.

Personalmente non ho ricordi particolari di quell’anno se non quelli legati ad uno dei  viaggi di lavoro in un paese che amo molto, la Spagna. A differenza di tutti gli altri viaggi, sempre con motivazioni tecniche (assistenza o collaudi), quella volta siamo partiti per attività commerciali e promozionali e quindi con animo sereno e poche preoccupazioni. Per l’occasione mi sono fatto più di milleduecento chilometri di guida per andare da Firenze a Tarrega e la sera, quando siamo arrivati in albergo, ero talmente irrigidito nella posizione di guida che ho dovuto prendere un antidolorifico per prendere sonno. La macchina non aveva l’autoradio, accessorio indispensabile in questi casi, ma avevo un compagno di viaggio che non è stato mai zitto per tutto il viaggio …. non l’ho verificato, ma chissà se lui ha dovuto prendere qualcosa per la gola per dormire, come ho fatto io.

Siamo alla fine anche di questo viaggio con la macchina del tempo e nel salutarvi vi lascio il link per ascoltare questa bella canzone che, secondo me, merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta.

A presto, Mr.

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