“La versione di Barney” Di Mordecai Richler

Proveniente da una famiglia ebrea ortodossa, Mordecai Richler (1931-2001) nei suoi romanzi ci regala personaggi irriverenti ed ironici, in perenne lotta con le proprie convinzioni morali, sociali e religiose. Uno stile tagliente e non proprio politically correct, che personalmente trovo geniale.

jeigej+yh

La storia di cui vi parlo oggi è uno dei suoi capolavori. Il protagonista (un soggetto che non dimenticherete facilmente) è il settantaquattrenne ebreo canadese Barney Panofsky, che nella vita ne ha combinate di tutti i colori e che, arrivato a questa veneranda età, si vede costretto a impugnare la stilografica per difendersi niente meno che dall’accusa di omicidio del suo migliore amico, Boogie.

Le tre mogli di Barney corrispondono alle tre macro sezioni del libro ed inquadrano tre fasi ben distinte della vita spregiudicata di Mr. Panofsky: una pittrice un po’ psicolabile della Parigi degli anni Cinquanta, una ricca ma petulante ereditiera ebrea canadese e infine l’amore vero: la bellissima Miriam, da cui Barney ha avuto tre figli.

Dopo anni di matrimonio felice e di comune vita insieme, il rapporto si incrina e Barney non se ne consola. Continua la sua vita tra Parigi e il Canada, divenendo produttore televisivo di programmi (per sua stessa ammissione) inguardabili e arricchendo di molto il suo portafoglio. Lo seguiamo in spassosissime gag, che lo vedono protagonista di risse e situazioni imbarazzanti, oratore di discorsi sopra le righe ed interlocutore dalla battuta pronta e sagace. Detesta banalità e conformismo e non ha certo paura di mostrarsi per ciò che è. Scorrono le pagine, lo amiamo, lo detestiamo, fino a che la sua mente comincia a vacillare e Mordecai Richler ci descrive, sempre con un’ironia che non scade mai nel grottesco, ma che spesso commuove, i suoi vuoti di memoria e l’avanzare di una malattia che altro non può essere che l’Alzheimer.

Non preoccupatevi se all’inizio vi sentirete come in mezzo a un fiume in piena; lo stile dell’autore è infatti quello del flusso di coscienza, spesso segue i pensieri del personaggio e non di rado fa uso di dialoghi. Quando arriverete alla fine avrete tutte le carte per ricomporre il puzzle del “giallo” che si nasconde nel romanzo, e capirete se Barney, nella sua versione, vi ha raccontato frottole per centinaia di pagine, oppure vi ha aperto il cuore senza filtri.

Lettura struggente e irriverente, ma soprattutto intelligente in modo non convenzionale. Una storia che vi lascerà sicuramente da riflettere. Un Barney dalle mille sfaccettature. Un Mordecai Richler da leggere, assaporare, regalare.

Ps: vi consiglio anche assolutamente di vedere il film del 2011, tratto da questo libro, con degli strepitosi Paul Giamatti (Barney) e Dustin Hoffman (Izzy, padre di Barney). Merita!

jwoghjes

Un abbraccio a tutti e appuntamento a martedì prossimo con un’altra perla della letteratura!

Cat.

ioggpoy

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