correva l'anno

Correva l’anno 1989…

Correva l’anno 1989 …

E nell’aria suonavano le note del brano “Diamante“ di  Zucchero.

Cari amici di EC_Shivers’ anche se con un intervallo più lungo del solito eccoci di nuovo insieme per “correva l’anno”, dopo la pausa estiva della nostra rubrica c’è stata un’altra piccola pausa che mi ha permesso di godermi qualche giorno di vacanza e di “ricaricare le pile”.

Questa volta il nostro viaggio ci porta a fine anni ottanta quando Adelmo Fornaciari, in arte “Zucchero” fa uscire uno dei suoi migliori album “Oro, incenso e Birra” che al suo interno contiene una serie di bellissime canzoni una delle quali è proprio quella presa a spunto per questo articolo, “Diamante”.

Zucchero, soprannominato in questo modo da una maestra o maestro delle elementari, zuccheronasce a Roncocesi ( Reggio Emilia) il 25 settembre del 1955 da una famiglia di origine contadina. La sua adolescenza e giovinezza le trascorre un po’ in Emilia Romagna ed un po’ in Toscana, infatti nel 1968 la famiglia si trasferisce a Forte dei Marmi e tre anni dopo ad Avenza, vicino a Carrara. È proprio a Carrara che si diploma all’Istituto Tecnico come perito elettronico. Successivamente decide di iscriversi all’Università cambiando completamente specializzazione e scegliendo il corso di laurea in Veterinaria, corso che non completerà nonostante un discreto numero di esami sostenuti.

Anche il nostro futuro artista, come molti di quelli già trattati, si dedica alla musica abbastanza presto e grazie ad un amico americano si appassiona al rhythm’n’blues che poi mescolerà al soul ed alla musica leggera italiana ottenendo il blues mediterraneo di cui sarà il maggiore esponente.

La sua attività musicale inizia presto, già negli anni settanta suona con vari gruppi e nel 1979, fra le altre cose, scrive la canzone “Tutto di te” per Fred Bongusto. Nel 1980 forma la band “Taxi” con la quale, nel 1981, vince il Festival di Castrocaro a pari merito con Marina Fiordaliso nota in seguito soltanto con il nome Fiordaliso.

Nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria dei giovani e giunge penultimo lasciando l’ultimo posto ad un certo Vasco Rossi, la storia musicale italiana dimostrerà quanto quella classifica fosse poco realistica. Nel 1983 arriva il suo primo album “Un po’ di Zucchero” e nasce sua figlia Irene che successivamente intraprenderà la carriera musicale seguendo le orme del padre. Il disco non riscuote un grande successo ed è così che, nel 1984, Zucchero decide di volare in America (California, San Francisco) dove si immerge in sonorità più Soul e Blues che gli serviranno a modificare il suo stile ed a dare una svolta alla sua carriera. La svolta inizia con l’album  dell’anno successivo “Zucchero & The Randy Jackson Band” contenente  il brano “Donne” portato a Sanremo. Il pezzo si piazzerà al penultimo posto ma riscuoterà un gran successo di ascolti; nella successiva edizione (1986) si ripresenta con il brano “Canzone triste” ma la sorte rimane la stessa, penultimo.

Nello stesso anno esce il suo terzo disco “Rispetto” di stile rhythm’n’blues e soul, che, esclusa una, contiene tutte canzoni scritte da Zucchero inclusa quella che da il titolo all’album e che nasce a proposito di una discussione avuta con Mogol.

Nel 1987 esce “Blue’s” con il quale decolla definitivamente, diventa sempre più popolare, ottiene un ottimo successo nelle vendite ed il brano “Senza una donna” ha un grandissimo successo a livello internazionale. Nonostante il grande successo per Zucchero non sono tutte rose e fiori, nella vita privata le cose non vanno bene, il suo matrimonio è in crisi ed accusa un periodo di depressione.

Siamo finalmente arrivati al nostro anno e con “Oro, incenso e birra” Zucchero conferma il suo successo; il suo disco diventa l’album italiano più venduto nel mondo fino a che un altro cantante, Andrea Bocelli,  lo supera con “Romanza”. É uno strano scherzo del destino perché sarà proprio Zucchero a lanciare lo sconosciuto Andrea nel panorama musicale italiano grazie al duetto con lui nella canzone Miserere. Nella registrazione dell’album, nel 1992, il duetto sarà invece registrato con il grande tenore Luciano Pavarotti.

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Gli anni successivi sono pieni di successi e rappresentano il momento di maggior notorietà e verve artistica dell’artista e tuttora, anche se con meno intensità, il suo successo continua.

Per comprendere l’importanza di Zucchero nella musica italiana basta pensare che è stato il padre del blues mediterraneo, che ha venduto oltre 60 milioni di dischi, che il suo album “Oro, incenso e birra” è stato uno degli album italiani più venduti al mondo, che è stato il primo artista occidentale ad esibirsi al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino, che ha tenuto uno dei più grandi concerti all’Avana (Cuba) con circa 70.000 spettatori e che è stato il cantante italiano che ha tenuto più repliche all’arena di Verona nell’ambito dello stesso Tour.

Due delle cose che caratterizzano in positivo la carriera dell’artista sono sicuramente l’aver saputo e voluto collaborare con decine di artisti italiani e con decine di artisti stranieri, tutti di altissimo livello, e l’aver dato vita, grazie al duetto con Pavarotti nel brano Miserere, all’idea dei bellissimi eventi Pavarotti and Friends.

Il brano “Diamante”, un piccolo gioiello musicale con il testo composto da Francesco De Gregori, è la canzone che Zucchero dedica alla nonna, che si chiamava appunto Diamante, e che disegna una serie di quadretti di vita contadina di un tempo .

“Respirerò
L’odore dei granai
Pioggia sarò
E pioggia tu sarai
Impareremo a camminare
Per mano insieme a camminare
Dall’alto di un cielo, Diamante
I nostri occhi vedranno
Passare insieme soldati e spose”

Del 1989 mi piace ricordare due importanti eventi, Piazza Tienanmen e la caduta del muro di Berlino. È il 5 giugno quando le televisioni di tutto il mondo mostrano il coraggio di un ragazzo cinese ( uno studente o un contadino non si saprà mai ) che di fronte alla sanguinosa repressione del regime nei confronti del movimento studentesco si para davanti ad una colonna di carri armati per fermarne l’avanzata; ed è invece il 9 di novembre quando il popolo tedesco diviso dal “muro della vergogna” si riunisce attraversando i varchi di controllo al grido di “libertà” e sancisce la fine della distinzione fra Berlino Est e Berlino Ovest. Di quel muro oggi rimangono soltanto pochi pezzi a far da supporto a coloratissimi murales ed oggi Berlino è diventata una delle città europee più affascinanti piena di giovani e di gioia di vivere.

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Dal punto di vista personale la canzone in questione e tutto l’album mi riportano ad un settembre molto particolare nel quale avevamo organizzato un giro in auto per andare a trovare mia cognata che viveva, e tuttora vive, a Parigi. La cosa in se non aveva niente di particolare se non il fatto che avevamo deciso tutto all’ultimo momento e che non avevamo detto niente a mia nipote, ancora minorenne, che invece avrebbe fatto parte della spedizione. Il motivo per cui avevamo deciso tutto all’ultima ora era legato al fatto che nel mese di giugno ero stato vittima di un tremendo mal di schiena, questo mi aveva costretto a letto immobile per qualche giorno ed i controlli medici e la convalescenza si erano protratti più del previsto e quindi non avevamo la garanzia che saremmo potuti partire. La ragione invece per cui non avevamo detto niente a mia nipote era ovviamente legata alla eventuale delusione che si sarebbe generata qualora non avessimo potuto mantenere fede alla promessa.

Dovete sapere che mia nipote non era mai stata all’estero, inoltre era molto legata sia a mia moglie che a me ed avendo condiviso con noi molto tempo, compresi diversi periodi di vacanza, eravamo molto affiatati tanto che la gente tendeva a scambiarla per nostra figlia.

Ricordo ancora con molto piacere l’iniziale incredulità, lo stupore e l’entusiasmo nei suoi occhi quando, a pochi giorni dalla partenza e d’accordo con mia sorella, le comunicammo che saremmo partiti insieme per Parigi e la Francia. Per me fu una grande gioia vedere le sue reazioni, il suo visino arrossire, i suoi occhi incrociare a più riprese i nostri e le sue mani muoversi gesticolando senza sapere dove fermarsi.

Renault 5 (4)

Superata l’iniziale emozione passammo al lato organizzativo che non era di poco conto perché all’epoca la mia auto era la mitica Renault 5 e per giunta con l’impianto a gas per cui con spazio bagagli ridotto al minimo. L’ordine tassativo era “niente borse rigide” in modo da cercare di mettere tutto nascosto nel bagagliaio e viaggiare senza cose in bella vista evitando così di invogliare qualcuno a curiosare all’interno della vettura. Vi sembrerà impossibile ma siamo riusciti a piazzare le borse di tutti e tre nell’opportuno spazio ed anche a chiudere il portellone lasciando all’interno dell’auto soltanto i giubbotti e le borse personali.

É stato uno dei viaggi più divertenti che abbia mai fatto, abbiamo passato qualche giornotorre-eiffel a Parigi per le visite d’obbligo, la Tour Eiffel, Notre Dame, la Senna con i suoi Battelli, il Quartiere latino, la collina di Montmartre, il Moulin rouge, la Geode ed altro che adesso non ricordo bene dopo di che siamo partiti alla volta della Normandia con destinazione Mont saint Michel.  Abbiamo visitato la cittadina con la bassa marea e prima che questa risalisse siamo partiti per la Bretagna verso Saint Malò. Lo spettacolo non era tanto il paesaggio, che pure era bello, quanto osservare l’entusiasmo di mia nipote di fronte a così tante novità. Un giro attraverso i paesini della Bretagna e poi giù per i castelli della Loira ad affettare la Francia da nord ovest a sud est fino a ritrovarci in costa azzurra e poi di nuovo in Italia.

Il tempo è volato, i chilometri anche, e dopo una decina di giorni eravamo di nuovo a casa con tante cose da raccontare, tante fotografie da sviluppare e mia nipote al settimo cielo per un’avventura fino a qualche giorno prima nemmeno immaginata.

Cari amici siamo arrivati alla fine anche del nostro viaggio per cui vi saluto lasciandovi il link per ascoltare questa dolcissima canzone e vi aspetto fra due settimane per la prossima tappa.

Un caro saluto, Mr.

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