Angolo dei Libri

“Tess dei d’Uberville” di Thomas Hardy

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All’aspetto Thomas Hardy sembra austero e irreprensibile, il perfetto inglese che fuma la pipa nella sua biblioteca personale e va con i cani a stanare volpi nel bosco. Ma in realtà ha un animo sensibile ed attento a tutto ciò che lo circonda, dalla bellezza del paesaggio inglese, che egli esalta nei suoi romanzi con paesi inventati, ma incastonati come gemme preziose nel reale e pittoresco Wessex, ai sentimenti e alle debolezze della natura umana, che in ogni momento può essere sconvolta dal destino.

Inutile dire che i romanzi di Hardy siano pietre miliari della letteratura, incredibilmente moderne per l’epoca in cui furono scritte, dal momento che vi si trovano espresse idee evolute sul rapporto uomo-donna, sul peso dei pregiudizi, sulla condizione femminile e su quella dei lavoratori.

Tess dei d’Uberville racconta la storia di una ragazza, cresciuta in una famiglia molto numerosa, con genitori ben poco amorevoli. Impara presto a cavarsela da sola e il suo animo si forgia con tenacia, pur mantenendo una buona dose di pura ingenuità nei confronti del prossimo e della vita.

Un giorno, assolutamente per caso, il padre scopre che la famiglia dei d’Uberville, a cui egli appartiene, ha origini nobili, e quindi decide di mandare la figlia maggiore Tess a servizio da una parente molto facoltosa. Tess non vuole abbandonare l’affetto dei fratelli e i luoghi conosciuti, ma la volontà del padre è ferrea, anche perché grazie a quel lavoro, Tess potrà contribuire in modo indispensabile all’economia della famiglia.

Dalla nuova padrona la giovane svolgerà incarichi umili, come pulire il pollaio della tenuta, ma farà un incontro che le cambierà per sempre la vita, quello con Alec d’Uberville, dal quale verrà sedotta e avrà in segreto un figlio, che morirà ancora neonato. In queste pagine, forse le più belle del romanzo, si concentrano un dolore mostruoso e lacerante e la matura consapevolezza di Tess di non poter ormai contare su nessuno al di fuori di sé stessa, nemmeno sulla chiesa, che rifiuterà perfino di concedere al suo bambino morente il battesimo.

Passano gli anni e Tess, ormai marchiata come “donna perduta”, abbandona la casa dell’anziana signora per andare a lavorare come mungitrice in un luogo in cui nessuno la conosce. Un impiego umile e faticoso, grazie al quale però conosce il giovane Angel, il vero amore, l’uomo che le ridarà speranza in un futuro migliore, e in una vita felice insieme, almeno fino a quando non verrà a conoscenza del passato di Tess. Allora gli eventi precipiteranno in una spirale drammatica, da cui non ci sarà ritorno.

La prosa di Hardy è scorrevole e densa di sentimenti. Tess è un personaggio di quelli, che dopo averli conosciuti, ti prendono un pezzo di cuore; le sue vicende felici e quelle drammatiche non lasciano indifferenti e non sono poi tanto diverse da quelle che possono capitare alle giovani donne di oggi, anche loro spesso in balia di uomini approfittatori, che dicono di amarle, ma che non sanno in realtà quale sia il vero significato della parola amore.

Intense sono anche le descrizioni, che Hardy ci regala, dei luoghi, delle stagioni e dei vari momenti della giornata, che scandiscono il lavoro di Tess e i suoi passatempi, i suoi momenti di solitudine e di tristezza, quando tutto le sembrerà buio e non avrà né l’appoggio della famiglia, né quello degli amici.

Per ovvi motivi non vi svelo il finale, ma non posso non consigliarvi di leggere questo capolavoro, e poi di guardare il film di Roman Polanski del 1979, con una giovanissima eppur bravissima Nastassija Kinski nel ruolo di Tess (qui sotto). Un film che segue il libro molto da vicino e che è curatissimo nella fotografia e nei costumi!

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Un abbraccio a tutti e al prossimo martedì!! Non vedo l’ora!

Cat.

Titolo: Tess dei d’Uberville
Autore: Thomas Hardy
Editore: Rizzoli
Pagine: 449
Anno: 2013
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Tess (film)

Valutazione
5stelle

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