“Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll

Lewis Carroll è forse uno degli scrittori più fantasiosi e ambigui che la letteratura abbia mai conosciuto. Nato il 27 gennaio 1832, è stato un bambino precoce, amante della lettura e della matematica, ma affetto da balbuzie, per cui tutti lo prendevano in giro. Con il passare degli anni provò sempre un grande interesse per il mondo dell’infanzia, da cui si distaccava con fatica, e a causa di ciò (e della sua ricchissima collezione di foto di bambine, che egli usava come modelle) fu addirittura accusato di pedofilia (cosa però mai verificata).

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La sua opera più famosa è proprio quella di cui parliamo oggi, in cui una bambina di quasi otto anni, dai capelli biondi fermati da un vistoso fiocco colorato, e con indosso un lungo abito a pieghe, si ritrova in un mondo fantastico, abitato da creature bizzarre. Questa protagonista, di nome Alice, sarebbe stata ispirata proprio da una delle bambine di Carroll, ovvero Alice Liddell, di cui qui sotto trovate una foto originale scattata dallo scrittore nel 1858. A lei infatti Carroll avrebbe dedicato il racconto iniziale, continuato poi da un proseguo intitolato Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. Oggi molte case editrici tendono a fondere i due racconti come fossero un’unica narrazione.

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Nel racconto di Carroll, l’attenzione di Alice viene catturata da un coniglio bianco in gilet, che guarda più volte preoccupato il suo orologio da taschino. Incuriosita, la bambina lo segue ed entra nella sua tana, tutta ben arredata con quadri alle pareti, tazze da tè e tavolini. Piena di emozione e sorpresa, Alice non fa caso ad una buca nel terreno e sbadatamente vi cade dentro.

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(Illustrazione del britannico John Tenniel per l’edizione di Alice del 1866)

 Le avventure che seguiranno sono quelle che tutti ben conoscete se avete visto almeno una volta il cartone animato della Disney del 1951: la bambina mangerà cibi che la faranno diventare alta come un gigante o piccola come una formica, canticchierà filastrocche insieme ad un curioso bruco che fuma il narghilè seduto su un fungo magico, prenderà il tè con la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto, chiederà informazioni ed aiuto allo Stregatto (qui sotto), che puntualmente le darà risposte sbagliate o enigmatiche.

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Questo incredibile viaggio in mezzo ad animali parlanti ed oggetti dalle proprietà magiche la porterà infine ad incontrare la terribile Regina di Cuori, che è tristemente nota (come Alice viene a sapere da due suoi servitori, ovvero due carte di cuori) per il fatto di mettere a morte per decapitazione tutti coloro che contravvengono ai suoi ordini.

Così Alice finirà, per volontà della regina stessa, a partecipare ad una rocambolesca gara di croquet, dove la mazze sono fenicotteri rosa, le palle istrici e le porte carte da gioco.

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(Illustrazione di John Tenniel)

La partita è una gran confusione, perché la Regina fa interrompere il gioco di continuo per mettere a morte qualcuno. Uno dei casi più gravi risulta essere quello del Fante di Cuori, che viene accusato di aver rubato delle tartine. Per risolvere la faccenda viene quindi subito allestito un tribunale, in cui il Bian Coniglio fa da araldo e il Cappellaio Matto ed Alice sono i testimoni.

Le prove accusatorie risultano inconsistenti, ma il Fante rischia di essere comunque condannato. Più passa il tempo e più ad Alice tutto ciò sembra un’ingiustizia bella e buona. Si ritrova per caso in tasca un pezzo di fungo, che le aveva dato il Brucaliffo, e d’istinto lo mangia. Diventa in un attimo più alta e maestosa di tutti i presenti e fa sentire fiera la sua voce, ritrovando la giusta misura della realtà: “Non siete altro che un mazzo di carte” afferma.

Il finale non voglio svelarvelo, anche perché non è proprio identico al cartone della Disney. I collaboratori del buon vecchio Walt si sono impegnati davvero molto per rendere al meglio l’atmosfera e i dettagli di questo mondo delirante creato da Carroll, anche se le differenze non mancano. Il racconto dello scrittore è ancora più ricco di indovinelli, giochi di parole e filastrocche, che affondano le proprie radici nella tradizione popolare inglese e nel folklore. Un esempio per tutti è lo Stregatto (o Gatto del Cheshire), protagonista di antichi racconti popolari inglesi, dove le campagne erano abitate da felini dall’aspetto inquietante e dalla capacità di scomparire ed apparire in qualsiasi momento.

Tra l’altro, è cosa risaputa che lo stesso Carroll fosse molto bravo a raccontare storie, perché aveva una fervida immaginazione, e mentre raccontava ogni segno di balbuzie svaniva.

Ma siamo sicuri che Alice’s Adventures in Wonderland sia solo un libro per bambini? Assolutamente no. È infatti ricchissimo di riferimenti politici (basti pensare al personaggio crudele della Regina di Cuori e al tribunale fittizio, indice di una giustizia corrotta). E inoltre ci sono richiami letterari e poetici, personaggi ambigui che generano nel lettore un senso di inadeguatezza e di paura, scambi perenni tra finzione e realtà, e persino indovinelli matematici!

Se avete quindi voglia di leggere questo racconto (e io ve lo consiglio vivamente, perché è come entrare in un mondo parallelo in cui vi sembrerà di aver sempre vissuto), procuratevi un’edizione che abbia delle buone note, in modo da comprendere al meglio tutti i messaggi nascosti di questa piccola enciclopedia culturale dell’epoca vittoriana! Qui sotto trovate due consigli in merito!

Ps: Ovviamente Alice nel Paese delle Meraviglie ha ispirato scrittori, compositori, disegnatori, ma soprattutto un sacco di registi! Avete visto, ad esempio, il film del 2010 di Tim Burton con lo straordinario Johnny Depp nel ruolo del Cappellaio Matto??

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Io l’ho trovato inquietante, ma geniale! Voi cosa ne pensate??

A martedì con un altro fantastico libro!

Cat.

Valutazione
4stelle

Editore: Mondadori
Pagine: 466
Anno: 2015

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Questa edizione firmata Mondadori contiene la divisione originale bipartita del racconto, le illustrazioni originali di John Tenniel e una dettagliata introduzione. Per i più esigenti e per chi vuole concedersi un regalo davvero prezioso.

Editore: Feltrinelli
Pagine: 222
Anno: 2013

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L’Universale Economica Feltrinelli vanta un prezzo concorrenziale, rispetto alle altre edizioni, ma non risparmia in fatto di accuratezza nella traduzione, e ha anche il testo inglese a fronte. Le note non sono molte, ma risultano comunque esaustive.

 

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