Angolo dei Libri

“Cecità” di José Saramago

Un uomo sta guidando la sua macchina in un giorno come tutti gli altri. Si ferma al rosso del semaforo, attende con ansia di poter ripartire, ma improvvisamente non riesce a vedere più nulla. Tutto è avvolto non dal buio, ma da un candore luminoso, un alone ovattato, una luce che certo non ha nulla di piacevole, ma è terribilmente spaventosa.

Inizia così, in medias res, lo sconvolgente romanzo del Premio Nobel portoghese Saramago, con l’annuncio di una pestilenza che pian piano colpirà tutta la città e sconvolgerà inevitabilmente le vite dei suoi abitanti.

Lo scrittore ci mette davanti ad una situazione paradossale, ma che se si verificasse, porterebbe sicuramente alle conseguenze che egli descrive, con una climax di tensione e crudezza, che rimangono nel lettore anche dopo aver concluso l’ultima pagina.

È un libro per stomaci forti, una storia che disorienta, ma insegna molto sul valore della solidarietà e sulla spietatezza del potere, che chiude gli ammalati del “male bianco” in un manicomio, al fine di isolarli definitivamente dal mondo dei “sani”, pensando così di arginare il problema. Ogni giorno degli altoparlanti dettano le regole da seguire e per tre volte vengono distribuiti i pasti. Le guardie presiedono l’ingresso per evitare ogni possibile fuga.

La convivenza forzata in questa specie di lager porta inizialmente i malati ad aiutarsi, a confortarsi, ma poi l’angoscia, la paura del domani e l’aumento spropositato del numero degli internati, con conseguente peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie, trascina tutta la situazione nel caos.

I ciechi regrediscono ad una condizione primitiva, lasciando più volte da parte i sentimenti positivi in una continua lotta per la sopravvivenza, ma non si arrendono. Saramago analizza con estrema precisione ogni tappa di questo disfacimento di valori, non solo da parte delle vittime, che comunque si scoprono in più di un’occasione alleati solidali, ma anche (e soprattutto) da parte dei carnefici, ovvero coloro che possiedono ancora il dono della vista e che per questo si sentono come padroni a cui è consentito fare tutto.

L’incapacità di gestire la situazione, unita alla voglia di trarne profitto, sfocerà infatti nella creazione di regimi dominati dalla tirannide e dalla sopraffazione, sempre più spaventosi e totalitari. Lame affilate colpiscono il lettore, che assiste impotente a tutto questo, a questa specie di Apocalisse, dove in realtà Dio sembra non esistere affatto.

È un mondo senza luce in tutti i sensi, un mondo senza speranza, un mondo dove prevalgono gli istinti e non il buon senso, la brutalità violenta e non l’altruismo. L’animo umano emerge in tutta la sua interezza e profondità, e sebbene la situazione descritta da Saramago abbia tratti fantascientifici, in fondo il romanzo non può che essere definito reale per i sentimenti che descrive e i personaggi che mette in atto.

Un vero capolavoro, che nonostante lo spiraglio di salvezza che emerge sul finale, si fa comunque fatica a riprendere in mano e rileggere (almeno secondo il mio punto di vista), data l’angoscia e la compartecipazione sempre più crescente, che lo scrittore sa far nascere in chi legge.

Cat.

Titolo: Cecità
Autore: José Saramago
Editore: Feltrinelli
Pagine: 288
Anno: 2013
Link Amazon: Cecità

Valutazione: 5/5
5stelle

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