musica indipendente

Biocrazia, il nuovo album dei siciliani Caruana Mundi

É uscito pochi giorni fa e già fa parlare di sé…Biocrazia è il terzo lavoro in studio per i Caruana Mundi.

Un disco di denuncia netta, in note e versi, all’esercizio di un potere politico che non si limita alle cose materiali e ai beni naturali ma pretende di monitorare e gestire la vita di ognuno di noi. Biocrazia, sin dal titolo, vuole mettere in risalto il legame tra la dimensione della politica e quella della vita, intesa nella sua caratterizzazione strettamente biologica.

I brani si snodano intorno al rapporto dell’uomo con tutto ciò che di drammatico lo circonda: conflitti mondiali, migrazioni, insicurezza sociale, ambientale, biologica, il controllo degli individui attraverso internet, la confusione e l’inadeguatezza della politica verso temi importanti.

Ad anticipare l’album, il singolo “Quando l’estate arriverà”

In questo contesto di prevaricazione e dinamiche di globalizzazione, riuscire a non perdersi e a non perdere di vista la poetica profonda del mondo che ci circonda, è forse ciò che distingue un artista da un semplice osservatore, è quella scintilla che ci ricorda di “prendere coscienza di essere parte di un sistema perfetto e non dominatori di esso”.

Tracklist spiegata brano per brano

  1. SHAVASANA – Abbandonare le false illusioni, la rabbia, il dolore e tornare a sentire la vita che pulsa. Infatti, Shavasana è il nome di una posizione yoga, la posizione del cadavere, praticata alla fine di qualsiasi sessione di yoga con lo scopo di rilassare profondamente sia il corpo che la mente e far riconoscere al praticante la sua vera natura.
  2. QUANDO L’ESTATE VERRA’ – Brano intriso di malinconici ricordi e profonda nostalgia proiettata in un futuro irrealizzabile e che alimenta un desiderio d’amore mai sopito. Ma inseguire la felicità è cosa vana, così come dolersi per ciò che è stato e mai più ritornerà.
  3. L’UOMO NUOVO – L’uomo nuovo è vittima e carnefice di un tempo dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dall’edonismo. Grida il desiderio di un gesto d’amore, di un segno dall’umanità che lo salvi dai guai e dal dolore di un mondo devastato da guerre, carestie e forzate migrazioni di massa.
  4. ZULEIMA – Zuleima, letteralmente “colei che odora di miele”, era il termine usato dagli arabi per indicare la Sicilia, vero e proprio paradiso terrestre, luogo reale dell’immaginario per un popolo abituato al deserto e con esso in simbiosi. Il ritornello è liberamente tratto da una poesia di Ibn Hamdis, poeta arabo siciliano. Dicotomia tra la terra natia e la donna amata.
  5. IL TEMPO CHE RIMANE – Un inno alla difesa del nostro pianeta Terra, monito all’umanità intera affinché ne preservi la bellezza. Poco è il tempo che rimane per prendere coscienza di essere parte di un sistema perfetto e non dominatori di esso. Un brano che ci esorta a placare la sete di avidità.
  6. I SOLDATI DELLO SHAH – Un titolo che rimanda alle Forze Armate dell’Iran preannuncia il tema del brano, mentre una base punk-rock accompagna un testo in cui si snodano, verso per verso, personaggi, città, aneddoti storici e religiosi legati al mondo arabo-musulmano.
  7. MIGRANTI – La calda voce dell’artista hip pop ghanese Steven Bimbulotey, in arte S-Blo, apre e chiude questo brano che riesce a descrivere perfettamente l’immane tragedia che ormai da anni si consuma sotto i nostri occhi: le morti in mare dei migranti africani, l’esodo di migliaia di profughi che coraggiosi abbandonano le proprie terre violentate da guerre e bombardamenti fomentati e condotti dalle potenze occidentali e dai loro alleati.
  8. PARTIGIANI – Vera e propria rappresentazione figurata di aerei giordani pronti a scagliare le bombe, di ricordi legati a un tempo in cui i ragazzi correvano all’uscita di scuola e i meridionali accompagnati da valigie di cartone salivano su un treno per Torino, ma anche dell’anima del bombarolo irlandese e dei partigiani cinesi massacrati a Nanchino.
  9. CANZONE DI NATALE – “la festa di qualcuno di importante”, riferimento provocatorio e ironico al Natale. Punto di partenza della ballata che descrive i luoghi comuni della festività, il business che vi è attorno, le vacanze, le bugie e la falsa ipocrisia borghese.
  10. AL QAMAR – Brano musicale dedicato alla luna (al-qamar in arabo), dalle atmosfere rarefatte, surreali e a tratti psichedeliche.

    Cover Album Biocrazia

CHI SONO I CARUANA MUNDI?

Caruana Mundi nasce in Sicilia nel 2004 dall’incontro tra Giambattista Maria Rosso (voce), Massimo Martines (chitarre), Stefano Meli (chitarre), Corrado Bellina (basso) e Ugo Rosso (batteria) e inizia la propria carriera musicale con il nome di Officina Zuleima. L’anno successivo, la band esordisce per la prima volta in pubblico, con il nome di Caruana Mundi proponendo sonorità etno-rock e testi multilingue (arabo, italiano, dialetto siciliano).

Tra Marzo e Giugno 2006, Caruana Mundi registra il suo primo disco in studio, un EP dal titolo Zuleima, contenente quattro pezzi (Settembre, Zuleima, Qamarata, Radio Tunis) e stampato in 100 copie ognuna numerata. Il 2007 vede nascere la Kalimat Music, etichetta indipendente fondata dal gruppo stesso.

Il 14 Maggio 2008, la nota trasmissione radiofonica Demo Rai di Radio 1, manda in onda Radio Tunis e Malatu d’amuri definendo il sound del gruppo «una miscela di spezie che regala emozioni».  A luglio dello stesso anno, in occasione del Lamezia Demofest, la redazione di Demo Rai assegna loro il Premio Miglior Demo dell’anno. A novembre 2010 esce autoprodotto Il Cucitore di tende, un album antologico che evoca il lirismo di Omar Khayyam, il poeta persiano autore delle celebri Quartine e che contiene 13 brani tra cui 7 inediti composti durante gli ultimi tre anni d’attività. A Febbraio 2014, dopo un anno di intensa attività concertistica, di registrazioni e di lavoro in studio arriva Angeli, dannati e anime sospese. Liberamente ispirato al viaggio ultraterreno di Dante, il disco si compone di 9 tracce, tre per ogni regno dell’oltretomba. Una rinnovata anima rock permea l’intero lavoro, impreziosito da avvolgenti suoni elettrici, ritmiche originali ed echi di poeti maledetti (Baudelaire, Lermontov, Abu Nuwas). Suoni scuri, distorti, a tratti psichedelici, ammantati da slide e riverberi fanno da contrappunto a testi che danno voce a figure inquiete e in cerca di salvezza, parte di un universo sonoro che sublima nella ricerca della felicità e dell’amore.

Nel 2016 la band torna in studio e inizia a lavorare al terzo disco Biocrazia, prodotto da Kalimat Music, che esce a Luglio 2018 per Seltz Recordz.

 

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