Scrittori Emergenti

AUTORI EMERGENTI E BLOGGER: Intervista a Massimiliano Alberti

In queste ultime settimane sono state tante le polemiche, e le voci controverse, sul rapporto che gli autori emergenti e i bookblogger dovrebbero intrattenere.
Chi sostiene che dovrebbero farlo solo per passione, chi per lavoro e quindi dietro un corrispettivo economico. Chi li paragona a dei critici o dei giornalisti di settore, ma poi si dimentica che il giornalista e il critico hanno un codice deontologico da seguire mentre il blogger no…

Proprio per questo abbiamo avuto l’idea, insieme ad un autore emergente, Massimiliano Alberti, di raccontarvi la sua prima esperienza di pubblicazione e la sua autopromozione attraverso blog, proprio come il nostro.

Leggetela attentamente e diteci la vostra opinione in merito a questo tema!!


INTERVISTA A MASSIMILIANO ALBERTI:

Ciao Massimiliano, eccoci qua a parlare di un argomento sempre più attuale, il rapporto tra blog (come questo) e autori emergenti.

E quindi non possiamo che iniziare chiedendoti:

Quali sono secondo te i mezzi migliori che uno scrittore emergente può avere per farsi notare? Per prima cosa metterei l’umiltà e la gentilezza, cosa purtroppo non scontata. I blog rientrano tra questi mezzi? I blog e blogger sono il futuro, perché sono dei veri lettori che esprimo pareri sinceri, a differenza di come ha funzionato sino ad oggi che i così detti giornalisti scrittori si facevano favori fra loro con elogi pompati, oscurando così i potenziali scrittori.

In quanto scrittore emergente, ti sei mai sentito discriminato o ostacolato in qualche modo nella pubblicazione o promozione dei tuoi lavori? Ma certo, l’editoria purtroppo -ma non potrebbe essere altrimenti- è prima di tutto un business. Quindi giornali, case editrici e amichetti vari puntano non soltanto sulla qualità dello scritto ma sulla potenzialità dello scrittore in termini di vendite. C’è da dire anche che la maggior parte dei manoscritti che arrivano presso le case editrici non sono all’altezza. Ostacolato un po’ si, specie da librai e altri scrittori… c’è una concorrenza spietata e poca solidarietà. Ma come diceva la locuzione latina di Publio Virgilio: omnia vincit amor (L’amore vince tutto)…E sono alla prima ristampa!

Secondo te, nel mondo editoriale di oggi, serve più saper scrivere o sapersi promuovere? Il numero di “followers”, e il sapersi “vendere” di uno scrittore, serve più di una buona scrittura? Entrambi sono di fondamentale importanza. Ma se non hai un buon scritto e ti sai promuovere rischi di farti male, perché i blogger sono il parametro più onesto che possiamo trovare, quindi promuoversi con uno scritto flop, è probabile che avrai tante recensioni flop. Per quanto riguarda il meccanismo dei followers è una cosa terribile perché penalizzi sempre i più deboli. Io nel mio piccolo ho collaborato anche con blogger con basso ranting, proprio per aiutare. Ma non voglio fare il buon sammaritano, il mondo va avanti così e io in parte pure. Un gran scrittore una volta disse che…il fine giustifica il mezzo.

Cosa pensi dell’autopromozione e dell’auto pubblicazione così in voga negli ultimi tempi? Autopromozione si, anche se hai alle spalle una casa editrice grande, almeno o soprattutto all’inizio della carriera. Per quanto riguarda l’auto pubblicazione no. Ci sono agenzie letterarie composte da lettori che filtrano apposta i manoscritti e case editrici indipendenti che leggono i testi, se meriti trovi! Per le grandi case editrici credo sia molto difficile se non impossibile, almeno che tu non sia un personaggio pubblico o con un forte potenziale.

Prima di rivolgerti alla tua casa editrice (Infinito Edizioni), hai mai provato a auto pubblicare un tuo libro? Quante difficoltà hai incontrato nel tuo percorso di pubblicazione? No, cioè non mi è mai passato per la testa di auto pubblicarmi. Ho mandato il mio manoscritto a svariate case editrici… tre mi hanno risposto: due esse picche e Infinito Edizioni mi ha calato la regina di cuori… al colloquio ho calato l’asso del mio entusiasmo e mi hanno dato fiducia. E’andata bene ad entrabi!

Una volta pubblicato il tuo romanzo “L’invitato”, perché hai scelto di avvalerti dell’aiuto di molti bookblogger (tra cui noi), specialmente sulla piattaforma di Instagram, per promuoverlo? Perché ho lavorato 6 anni + due di studio per questo romanzo. Ero pienamente convinto della qualità del testo! Le librerie promuovono sempre le solite case editrici e sugli scaffali non trovi spazio, mentre io desideravo che il mio libro venisse letto/criticato da lettori e non dimenticato in qualche scantinato.

Tra tutte queste collaborazioni ci sono stati episodi negativi o episodi estremamente positivi? Ma certo! Più volte hanno criticato la morale del libro pur elogiandone lo stile. Questo perché c’è chi in un libro cerca anche una preferenza etica, fa parte del gioco. In difesa del mio scritto, posso dire che non è un libro ruffiano e non cerca adulazione nel lettore. E’ narrativa pura, devi amarlo per come ti parla, non per quello che vuoi capire. Cito il Wilde, che a proposito disse: non esistono libri morali o immorali, i libri sono scritti bene o scritti male. E questo è tutto. Oscar Wilde… se lo diceva lui…

Nel tuo romanzo, molte delle vicende si svolgono in un appartamento interamente di vetro, all’insegna della trasparenza… pensi che nel mondo web, e in particolare nei blog che si occupano di libri, ci sia la stessa trasparenza? O molti tendono a dare giudizi estremamente positivi di un lavoro per non offendere o per non perdere la possibilità di continuare le collaborazioni? Non posso generalizzare, ma sin ora ho trovato solo blogger sinceri. Credo alle 5 stelle come alle 2. Collaborerò avanti anche con quelli che si sono tenuti più bassi nei confronti del mio libro, sono lettori e vanno rispettati per il tempo che mi hanno dedicato!

Ma passiamo a te, alla tua scrittura e nello specifico al tuo romanzo, che noi abbiamo molto apprezzato.

Come hai scelto la storia del tuo libro? Dove hai trovato l’ispirazione? E soprattutto perché questo stretto contatto con la Pop Art e l’artista Steve Kaufman? Come dice Francesco De Filippo, colui che mi ha fatto l’introduzione del libro e che assolutamente non conoscevo: si tratta di un romanzo autentico, cioè è puro e non ruffiano. Questa tipologia si trova di solito nelle opere prime o nei grandi scrittori. Tornando a noi, un po’ sono cose che ho vissuto, altre sono frutto di pura invenzione. La Pop Art? La Pop Art sfida il classico e rinnova con colore tutto ciò che è il passato, anche lo stesso classico! La mia scrittura è quasi classica ma ricca di colore, chi lo legge se ne rende conto…è del tutto Pop. Steve Kaufman? Era l’assistente di Andy Wahrol, se osserviamo i suoi capolavori ci accorgeremo come sono ulteriormente diversi dal suo maestro. Innovativi, felici e allo stesso tempo malinconici. E’ un artista che sta prendendo sempre più piede in Europa e per me è un onore che la Steve Kaufman Art Licensing LLC mi abbia lasciato parlare di lui!

Esiste un libro che ti ha ispirato? O uno scrittore che è un po’ il tuo mentore? Ma certo, Oscar Wilde e Francis Scott Fitzgerald e forse un po’ Mordecai Richler.

E c’è all’interno della storia un personaggio molto autobiografico? Se sì, quale, tra Leo, Tom e Kevin? E’ un io narrante, sarei un bugiardo se ti rispondessi altro…

Ma soprattutto per le amanti del gossip… Margarida è reale? O ispirata ad una persona vicina a te? E’ reale come l’amore adolescenziale e come nell’affresco di Vasari ho nascosto degli indizzi..Cerca Trova.

Che ruolo ha la scrittura nella tua vita? Tutto, è la mia serotonina naturale.

Adesso, dopo la pubblicazione e la promozione, hai ricevuto un buon riscontro tra i lettori? C’è un commento che ti è rimasto particolarmente impresso? Si, in parte ne ero convinto in parte ne ho avuto conferma, troppo amore e passione fra quelle righe, non credo agli scrittori che buttano giù capolavori in pochi mesi. Beh, ogni commento lo porto nel cuore perché espresso da persone sincere, forse il più significativo è stato uno che diceva così: L’invitato è un libro sul filo del rasoio, o lo ami oppure no. Questo perché, per l’appunto, non è uno scritto ruffiano.

Eventuali progetti futuri? La continuazione, ci sto lavorando. Avevo altri progetti e altre idee, ma l’affetto di certi lettori mi ha commosso, forse, perché nel mio intimo la volevo pure io.

Noi ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per la tua carriera!!

Ai nostri lettori invece lasciamo qua sotto la trama del tuo romanzo e tutti i link necessari per acquistarlo.

SINOSSI

Tre amici, quelli di sempre. Leo, Kevin e Tom. Dopo anni di scorribande nella sonnolenta Trieste, la loro città, si separano per poi ritrovarsi a Vienna. Qui è Tom a convocare Leo – vero protagonista del libro – e Kevin, per coinvolgerli nel progetto di una galleria dedicata alla Pop Art. Ma, in un susseguirsi di colpi di scena e di innamoramenti, tra alcol, eccessi e grame figure, sempre sul filo dell’autoironia, devono via via fare i conti con le loro differenze caratteriali e con una stridente diversità di aspettative. Un disilluso affresco della nostra società in una Vienna che fa da cornice classica a uno stile… del tutto Pop.

Nell’atmosfera asburgica Leo mulina supponenza e insolenza come se fossero una spada. E pazienza se colpirà alla cieca: saccenti critici, arrampicatori sociali, giovani e belle donne abbacinate dal lusso, ma anche gli amici di sempre, fedeli maggiordomi, innocenti studentesse. Tutti fatti a fettine. A scatenare il giovane è un disagio interiore, l’inadeguatezza etnica del disprezzato italiener al cospetto dell’aristocrazia dell’aquila bicipite: illuminata ma irraggiungibile”. (Francesco De Filippo)

LINK D’ACQUISTO AMAZON: L’invitato

L’AUTORE

Massimiliano Alberti (Trieste, 1979), ama scrivere alla sera e rileggere alle prime luci dell’alba alla continua ricerca della perfezione. Il suo lavoro lo porta a trascorrere molto tempo via da casa, dove nei momenti di solitudine ha coltivato la passione per i libri e per la scrittura. L’invitato è il suo romanzo d’esordio, alla cui scrittura ha dedicato anni della sua vita.

Grazie e a presto!

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2 pensieri riguardo “AUTORI EMERGENTI E BLOGGER: Intervista a Massimiliano Alberti”

  1. Io mi trovo in una posizione esattamente a metà, visto che sono sia una book blogger che una scrittrice emergente. Mi ritrovo in moltissime delle affermazioni di Massimiliano, l’unica su cui sono in disaccordo è l’autopubblicazione (nonostante non sia stata nemmeno la mia scelta). Conosco troppi bravi scrittori che l’hanno scelta per criticarla, ma capisco il suo punto. Intanto il suo romanzo l’ho messo in wishlist perché mi sembra davvero carino! Questo mese potrei fare un acquistone unicamente di emergenti, potrebbe saltarci dentro anche il suo Invitato…

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