Scrittori Emergenti

“Le lacrime di una madre” di Francesca De Angelis

Shivers oggi vi vogliamo parlare di “CondiLibri” il #Contest a cui possono partecipare tutti gli autori emergenti e che permette di ricevere visibilità per i propri racconti e libri. (Per qualsiasi richiesta di informazioni lasciateci pure un commento)

Noi di EC_Shivers’ abbiamo preso parte a questa iniziativa in veste di giudici e ne siamo molto contenti!!
Al terzo mese di contest hanno partecipato tanti scrittori, tutti bravissimi, che si sono sfidati su un racconto sul rapporto tra uomo e natura.

La vincitrice è stata Francesca De Angelis con il racconto “Le lacrime di una madre”!
Eccolo qua…


“Le lacrime di una madre” di Francesca De Angelis

Le lacrime di una madre, sono le lacrime di Dio.

Bimbo Mio,

Ti presentai al mondo un mattino d’inverno. Era il tempo in cui il confine tra la realtà e mito era labile come una ragnatela appena intessuta. Il vento infuriava da Est recando con sé la purezza e la giustizia delle torri del creato, Il fuoco scoppiettava a Sud, elogiando i sensi, ad Ovest il dio dei mari emerse dalle acque cristalline, volgendo il capo verso gli astri appena uscite dalla fornace cosmica. A Nord i miei piedi giovani e forti, appena usciti dalla lava impetuosa battevano sentieri sconosciuti. La brezza accarezzò la tua pelle morbida e levigata dalla regina delle rose. Il cielo si fece bianco per salutare il tuo cuore che emetteva il primo battito, si fece azzurro per darti la luce degli occhi, violetto per cullarti in un letto di piume di cigno e nero per agevolare il tuo sonno. Temevi l’oscurità, così una trapunta di stelle dorate fu il tuo primo dono. Pregai la Luna di vegliare sul tuo sonno, ed ella mi assecondò coinvolgendo anche il suo sposo il Sole, perché nutrisse i campi, facesse germogliare i fiori, accogliesse gli animali con cui avresti vissuto in armonia. Il mare ribolliva di gioia, le conchiglie danzavano, i delfini giocavano, le creature del mare innalzarono un coro di speranza, per celebrare la nascita di colui che avrebbe modellato e cambiato il mondo in bellezza. suprema.

Fu Uomo, questo il mondo che partecipò ai tuoi primi vagiti.

Ma cosa cambiò?

Mai lo scoprì, ma ne portai le ferite, come ogni madre dopo di me.

Il confine si ruppe, una ferita prese a pulsare recando ad ogni battito un deserto di morte, sangue e dolore. Il vento  si intossicò, crollarono le torri dell’Est, fuggirono colombe, rondini, farfalle e piume di cristallo. Il fuoco divampò e bruciò i campi, le montagne e gli alberi che in esse trovano riparo. L’acqua inondò valli e campagne, il grano, un tempo portatore di vita ed innocenza, sparì inghiottito dalla terra umida. Io piansi, piansi e piansi, figli, nipoti, uomini e donne, animali e piante per ognuno dei miei figli un tumulo corrispondente. Vidi la dea della Morte, ingozzarsi di carne sempre più giovane, che si deposita senza sosta ai piedi del suo trono di ossa e scheletri polverosi.  La Luna si tinse di sangue, Il Sole morì di fame, le stelle si spensero, sopra di te solo oscurità immutata, buchi neri in un cielo agonizzante. Liquido amniotico velenoso che reca in sé una scia infinita di putrefazione abissale. Figlie e figli di morte camminano con i loro piedi già stanchi alla prima pulsazione, lungo il mio corpo martoriato.

Figlio ascolta la mia supplica, Salvati e Salvami,

Trasfigurati

Aiutami

Tua madre, la Natura

FINE.


Vi ricordiamo, inoltre, il primo libro pubblicato di Francesca, “Cenere sulla brughiera”.

SINOSSI

Catherine Barret nacque in una piccola cittadina dello Yorkshire, crescendo felice fra le brughiere che caratterizzano quei luoghi. Un infanzia ridente che sembrava poter durare in eterno viene spezzata dalla morte dei suoi genitori Elizabeth e Robert Barret. Cathy assieme alla nonna Mary e alla sua infantile zia Clarisse viene è costretta ad immigrare negli Usa. Dopo la morte della nonna, seguita successivamente da quella della zia, Catherine viene affidata ai Finch una coppia snob e sgarbata che la maltratta in continuazione. La ragazza troverà un po’ di sollievo con l’amicizia e successivamente storia d’amore con il tormentato Logan suo compagno di classe, ragazzo fragile che cela la sua infelicità con un facciata allegra e solare. Dopo giorni di idillio, Logan scompare. Catherine dovrà così fronteggiare da sola il bullismo dei suoi compagni di classe. Fra mille peripezie dopo essere scampata ad una violenza di gruppo da parte dei suoi compagni, si ritroverà a fuggire per la campagna, braccata dalla polizia che la considera responsabile della morte dei suoi amici e dei suoi genitori adottivi. Cathy da innocente verrà condannata alla pena capitale dopo essersi ricongiunta con Logan ed aver appreso di essere stata usata da John Cabol un perfido avvocato amico dei Finch, assassino degli stessi che ha visto in lei lo strumento ideale per realizzare i suoi loschi piani. Il lieto fine arriverà solo con la pace eterna, poiché nelle mie storie spesso è solo l’aldilà il luogo di pace. Nei miei racconti i protagonisti sono quasi sempre ragazzi soli e gli adulti che dovrebbero proteggerli diventano spietati carnefici senz’anima. Solo gli adulti deboli, in questo caso rappresentati dall’infantile ed un po’ pazza zia Clarisse e gli anziani nonni di Logan rappresentano il bene che però è sempre destinato a soccombere. In questo romanzo ispirato a “Cime Tempestose” spesso citato nel libro come romanzo preferito dalla protagonista ho voluto rappresentare il lato oscuro nel mondo dove la vita, la felicità e l’amore vengono abbattuti dal denaro e dalla sete di potere qui rappresentati dal malvagio avvocato Cabol.

Dati del libro

Titolo: Cenere sulla Brughiera”
Editore: Arduino Sacco Editore
Autore: Francesca De Angelis
ISBN: 978-88-6951-219-3
Numero pagine: 228
Data di pubblicazione: settembre 2016
Sito editore :www.arduinosaccoeditore.eu

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Cenere e Cathy in pasta di sale

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

Francesca De Angelis nacque a Roma il 10-04-1991 in una gelida giornata di primavera, l’unica sopravvissuta ad potenziale parto plurigemellare. Per avere un quadro di quella che fu la sua infanzia, basta guardare uno di quei film anni 30 con protagonista Shirley Temple dove il lieto fine è presto detto. Le sua giornate erano scandite dalla scuola e dai giochi con gli amici sotto l’occhio vigile della nonna, una signora energica e un po’ mascolina che le raccontava spesso le storie e le leggende che aveva appreso dal paesino di montagna dov’era cresciuta. Così nutrita da storie su fate, folletti e principesse l’immaginazione della piccola Francesca iniziò ad essere fertile. Un contributo venne anche dalla florida e grassottella zia materna che ogni pomeriggio, aiutata dalla collana dei libri “I Quindici” rendeva ancora più forte il suo desiderio di lettura. C’era un periodo della sera, che Francesca trovava magnifico in cui il buio cadeva sulla casa della nonna, dove ogni angolo poteva celare un mistero od un bizzarro animale. Essa appariva agli occhi della bimba come un castello incantato. Qualche anno dopo il castello incantato arrivò davvero. A nove anni, dopo la morte della nonna, seguita a breve da quella della zia, la depressione iniziò a divagare nel suo corpicino spingendolo a vedere il lato più orribile del mondo. Qualcuno però non voleva vederla soffrire. Il giorno del suo decimo compleanno qualcuno le recapitò un regalo molto speciale che cambiò per sempre la sua vita. Il regalo era il terzo volume della saga di Harry Potter, della scrittrice britannica J.K. Rowling che divenne da allora la sua Fata Madrina cosmica. Quel romanzo le fece capire come la scrittura, il semplice poggiare una penna su un figlio potesse rinvigorire il suo animo in maniera ancora maggiore di quanto potesse fare qualunque medicina. Da ragazzina Francesca prese ad amare la scrittura e usando delle vecchie bambole prese a dar vita ai suoi personaggi. Oggi, che la sua vita è passata per un quarto ha da poco pubblicato il suo primo romanzo “Cenere sulla Brughiera” per la casa editrice Arduino Sacco. E, sebbene il cammino verso la felicità sia ancora lungo e tortuoso, la ragazza continua a scrivere non volendo mai abbandonare l’attività che ama di più e che la salva ogni giorno dal finire nel baratro.

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