ABC del Vinile

ABC del Vinile: P come “Parsifal” dei Pooh

“P” come la parola Parsifal contenuta nel titolo dell’album dei Pooh ”Parsifal”.

Siamo alla fine di agosto del 1973 ed a meno di un anno dalla pubblicazione di Alessandra (ottobre 1972)  esce Parsifal, sesto album del gruppo che conta già sette anni di attività. In questo disco si notano due grandi discontinuità con il passato, la tipologia delle canzoni e l’abbandono di Riccardo Fogli che lascia il posto al subentrante Red Canzian.

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Il contrasto con il lavoro precedente è netto, si passa da canzoni d’amore con temi cari agli adolescenti e post adolescenti a canzoni con tematiche varie fino ad arrivare proprio a Parsifal, Cavaliere del Graal di origine Wagneriana, che ritengo un piccolo capolavoro e che contiene una coda strumentale veramente bella e coinvolgente. La parte strumentale, derivata da una precedente composizione di Facchinetti che avrebbe dovuto essere una colonna sonora, credo si possa considerare un ottimo pezzo pop, forse l’unico di questo genere del gruppo ma indubbiamente molto ben fatto e che vale da solo il prezzo dell’album.

Il disco contiene le seguente canzoni:

Lato A

1- L’anno, il posto, l’ora

Il brano che apre il lavoro ve l’ho già presentato qualche mese fa con il Dizionario Musicale alla lettera “O” di “Ora” ed è la storia di una disgrazia aerea e degli ultimi pensieri dell’aviatore che sta precipitando.

Goccia d’acciaio inerte alle mie mani già
che si disperderà.
Ali negate al vento che ora stride di più
e mi trascina giù.
Davanti agli occhi miei
la folla delle immagini
vertiginosamente ma
per ordine in un attimo.
Colori e visi e voci della vita mia
passano e vanno via
suoni di vento e d’acqua che fermare vorrei
ma non c’è tempo ormai.
E non dite a lei
“non lo rivedrai”
dite .”non si sa, forse tornerà”.

2- Solo cari ricordi

La canzone descrive il ritorno nella casa dove il protagonista ha vissuto con la sua donna. Il tutto è rimasto come quando lei se n’è andata, gli oggetti rimasti riportano alla memoria cari ricordi.

“Hai lasciato in angoli bui
pochi oggetti inutili e tuoi
la bottiglia vuota di vino di resina
comprata in viaggio da noi.
Non rimane molto del tuo tempo insieme a me
come un libro letto in fretta, io smarrii di te
forse il senso giusto o forse qualche cosa in più
non rimane molto per rimpiangerti di più.

Lessi qui sul muro il tuo messaggio, e ancora c’è
scritto in italiano: non cercare più di me!
Desolata, inutile ironia, che mi ferì
la mia roba in ordine sul letto, tutta lì”

3- Io e te per altri giorni

Il brano parla di una storia d’amore che nasce dalle rovine di due amori precedenti, delle difficoltà per chiudere le esperienze passate e di quelle necessarie a ripartire per ricostruirsi una nuova vita. Storie di vita quotidiana.

“Lascio una donna che crede solo in me
tu distruggi un uomo che il suo mondo ha dato a te.
Senza rispetto si parlerà di noi
tutto questo io lo accetto
non si vive un’altra volta.
Questo per l’orgoglio mio di averti
basta, non potranno mai fermarmi
dimmi che è cosi per te
chi può ridarci gli anni persi.
Questo fino all’ultimo dei giorniniente del passato
può sfiorarci
niente ci offenderà
nessuno al mondo si permetterà
appartiene a noi la nostra vita.”

4- La locanda

La storia di un abbandono e dell’antidoto cercato all’interno della locanda. L’alcool come medicina contro la tristezza e la solitudine.

“Eccomi a voi
dondola sui muri tenue la malinconia
l’aria è torbida d’euforia.
Eccomi a voi
mi riservo di rimpiangerla fuori di qui
sono forte io ditelo.
Ho pagato il giro e poi
già ne segue un altro in più
se la voce lega un po’
ho la mente lucida
c’è chi mette in fila i bicchieri per me
c’è chi ha sospettato qualcosa e mi chiede
perché bevo di più gli dirò:“Pensa per te se ti va fai
come me”.
Lo so io quello che c’è.”

5- Lei e lei

La fine di un rapporto e la meraviglia per la scoperta di un rivale non convenzionale.

“Sai, fu l’abisso per me
la sera che dicesti “vattene”
e calma più che mai.
Ma ciò che poi mi ferì di più
fu quando chiesi: “Ma perché, per chi?”.
Guardai dietro a te
in un sorriso c’era lei
in silenzio vi guardaiciò che vuoi, ma questo mai.”

Lato B

1- Come si fa

La canzone di due amici delle loro avventure “leggere” fino all’arrivo di lei che li coinvolge entrambi … e allora come si fa?

“Poi la donna
che vuol nascondere
non racconti
quello che fai con lei
guai, parlarne a nostro modo, tu non sei più tu.
Cosa dirti,
tu non mi crederai cosa dirti,
tu non mi ascolterai
bene quand’è così, amico mio, peggio per te!
Un giorno lei cercò di me
mi chiese più o meno se
non mi ero accorto mai di lei.
Certo io non l’ho mandata via
e lei si illude di esser mia
adesso qui come si fa.”

2- Infiniti noi

Come ho avuto modo di scrivere nel Dizionario Musicale alla lettera “I” di Infinito, un insieme finito come due persone diventa infinito quando c’è l’amore…

 “Che ti serve ormai
tormentarti per capire il mondo
farti soffiare dentro da ogni vento
niente c’è che valga il tuo sgomento.
Guarda invece noi
piangi per l’amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l’amore grida forte.
Perché noi qui, infiniti noi
siamo il tempo innocente
che nasce dal silenzio del mondo
intorno a noi”

3- Dialoghi

Alzarsi la mattina, compiere i gesti di tutti i giorni, prigionieri di un abitudine e del tempo che scorre sempre uguale, poi qualcosa ci fa rendere conto che esistiamo anche noi.

“Mi hanno detto che in questa città invisibilmente
meridiano o qualcosa, ma passa proprio qui
se d’un tratto mi ci sento sopra
a un filo che fa il giro del mondo
e questo rade i miei pensieri e nasce limpida un’idea
dentro me.
Quanto tempo ho perso fino adesso io
mi son fatto dunque attraversare anch’io
dalle nuove stagioni in silenzio senza vivere.
Ha chinato il capo la mia fantasia
disperdendo l’ansia che sarebbe mia
di raccogliere dialoghi d’aria e farne poesia”

4- Parsifal

L’album termina con questo brano, la storia del Cavaliere alla ricerca del sacro Graal che abbandona il suo obiettivo per andare incontro all’amore di una ragazza. In questo caso però il testo passa in secondo ordine, godetevi la bellissima parte strumentale intrecciata alla stupenda chitarra elettrica di Dody Battaglia.

 “Parleranno a te di Dio, del Re
le fanciulle fiore nel viaggio vedrai
in un grande sogno anticola tua nuova vita solitar
io ti sospingerà
e un dubbio ti conquisterà.
L’incantata età straniera di lei
non è gloria o vento ma dolce realtà
dentro l’erba alta al fiume
le tue armi al sole e alla rugiada hai regalato ormai
sacro non diventerai
qui si ferma il tuo cammino.”

Grazie ai due brani, quello di apertura e quello finale, questo disco rappresenta uno dei miei più bei ricordi del 1973 ed uno dei vinili a cui sono più legato, tutto questo pur non essendo, in quel periodo, un grande appassionato del gruppo.

Cari amici abbiamo messo in archivio anche la lettera “P”, qualche giorno di attesa e vedremo anche che album ci riserverà la lettera “Q”.

Un caro saluto, Mr.

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