ABC del Vinile

ABC del Vinile: R come “Il Ragazzo della Via Gluck” di Adriano Celentano

“R” come Ragazzo, parola contenuta nel titolo dell’album “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano.

Era il 1966 e Celentano (6 gennaio 1938) pubblicava il suo sesto album che conteneva una delle sue canzoni più famose e che dava anche il titolo all’ellepi, Il ragazzo della via Gluck.

R

All’epoca questa canzone attirò addirittura l’interesse di Pierpaolo Pasolini, l’artista voleva farne un film per parlare della progressiva perdita della cultura contadina a causa della sempre maggior urbanizzazione. Nonostante Adriano (che sarebbe stato il protagonista) fosse d’accordo il film, per cause che non conosco, non è mai stato fatto.

Nell’album sono presenti le seguenti canzoni:

Lato A

1- Il ragazzo della via Gluck

Apre l’album questa storia che parla di un mondo che adesso non c’è più inghiottito dall’asfalto e dal cemento, un mondo che per i più giovani è difficile da immaginare ma che per gente come me rappresenta un piacevole ricordo di gioventù.

“Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.
Là dove c’era l’erba ora c’è
una città,
e quella casa
in mezzo al verde ormai,
dove sarà?
Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse,
vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!”

 2- È inutile davvero

Un classico delle canzoni d’amore, un argomento su cui sono stati spesi fiumi di inchiostro, l’addio.

 “Non dirmi cosa c’è
tanto è proprio inutile
ho già capito che
tu non puoi restare con me
vorrei poterti dir
che non voglio perderti
ma so
che ti farei
soffrir di più”

 3- Ciao ragazzi Ciao

Questa canzone, insieme a Chi era lui e ad altre, rappresenta l’anima religiosa di Adriano, a causa di queste canzoni gli sarà affibbiata l’etichetta di “Predicatore”.

 “Ho, Ho, Hooooo…
Ciao ragazzi ciao (ciao ragazzi ciao)
Perché non ridete più
ora sono qui con voi.
Ciao ragazzi ciao (ciao ragazzi ciao)
voglio dirvi che (voglio dirvi che)
che vorrei per me
grandi braccia perché
finalmente potrei
abbracciare tutti voi.”

 4- E voi ballate

Anche in questo brano si parla di un abbandono e la causa sono le cattive compagnie.

 “Riempite il mio bicchiere
mi sento giù di corda
l’avete già capito
lei mi ha lasciato
e voi ballate, ballate ancora.
Vi odio tutti quanti,
non era come noi
l’abbiamo spaventata
e se n’è andata
e voi ballate
e voi ballate
ballate ancora.”

5- Chi ce l’ha con me

Quando sembra che tutti ce l’abbiano con noi ci sentiamo osservati e sotto processo.

 “Coro:
Chi ce l’ha con me?
Chi ce l’ha con me?
Quanti sguardi neri…
quanti volti scuri…
quanti occhi che…
che si accendono su me…
ye – ye – ye
ma chi ce l’ha con me?”

 6- Non mi dir

Quando, invece, si è innamorati c’è la speranza di essere accettati e quindi di non esser rifiutati.

 “Non mi dir,
non mi dir di no
tutto sei per me e
tu lo sai.
Dimmi di sì
oh, dimmi ancor di sì
vivo sol per te
e tu lo sai.
Cosa farò
se mi manchi tu
come vivrò
senza i baci tuoi.
Dimmi di sì…
Dimmi di sì…”

 7- Uno strano tipo

Una canzone che potrebbe essere autobiografica in quanto Celentano è stato ed è realmente uno strano tipo.

“Io sono uno strano tipo
e faccio quello che mi piace
e per questo penso solo che
la vita è vita solo accanto a te
e tu la pensi forse come me
se è vero o no un giorno lo saprò
perché io sono uno strano tipo
mi piace stare con gli amici
ma se penso che non ci sei tu
sono triste perché sento che
la mia vita non esiste più
ed allora lascia andar.”

 Lato B

1- Il mio amico James Bond

Un tributo al personaggio cinematografico di quel periodo l’agente segreto 007 il mitico James Bond.

 “Io ho un amico che non sa
non sa
la paura cos’è
ma sa
che da solo
vincerà
perché
lui è James Bond
Lui come un tuono
arriverà
e poi
coi suoi pugni
parlerà
vedrai
chi ha sbagliato
pagherà
perché lui è
James Bond”

 2- La festa

Una giornata di festa da passare ballando il Grab, un nuovo ballo di quegli anni che non ebbe un grande successo.

“C’è da divertirsi con il Grab
cosa perde chi non è
non è qui con noi
Ehi ehi ehi
ma che splendida festa
festa con i fiocchi
noi… noi… noi…
in combriccola siamo.
Stasera è così
domani vedremo…
Ai ia ia iah…
Ai ia ia iah.”

 3- Chi era lui

Un’altra canzone del filone mistico religioso.

 “Ed abbiamo riso di Lui
perché era diverso da noi
non abbiamo pensato se Lui
era meglio di noi
non abbiamo capito che Lui
era meglio di noi.
Quando quella sera arrivo
lui sorrise a tutti però
non ci fu nessuno di noi
che lo guardo.
E pensare che Lui morì
morì per noi.
Ed ora voi chiedete a me
chi era Lui.
Dopo duemila anni voi
dopo duemila anni voi
non sapete ancora chi e
chi era Lui.”

 4- Sono un simpatico

Nonostante il protagonista si sforzi e nonostante la simpatia suscitata agli amici, rimane al palo con l’unica persona che gli interessa veramente (succedeva anche a quei tempi).

 “Eppure son simpatico
quando mi guardo allo specchio
sono un simpatico
per i compagni e per gli amici
mentre per te, solo per te,
per te non sono che una cicca
l’avanzo di una sigaretta, fumata.

 6- Due tipi come noi

Il ritratto di una bella coppia innamorata.

 “Due tipi come noi
son rari da trovar
uniti più che mai
dobbiamo noi restar
a un tipo come me
vai bene solo tu
al mondo non ce n’è
un’altra come te
ci sentiamo più veri così
ci sentiamo più vicini perché
sorridiamo
spensierati
anche quando siamo in mezzo ai guai.”

 7- Ringo (Ringo)

Altro richiamo cinematografico, a quei tempi erano in voga gli Western all’italiana e Ringo era un personaggio popolarissimo, come molto popolari erano le colonne sonore del grande Ennio Morricone. Celentano, con questo brano scherzoso, è riuscito nell’impresa di rendere ancora più divertente il protagonista dei film.

 “Colpito a piombo nella schiena
lo vidi steso nel deserto
che respirava come un morto
scattò brillando la mia lama
e la pallottola levai
e la sporca vita gli salvai
a quel Ringo
coro: Ringo – Ringo
per tanto tempo l’ho curato
finché un giorno mosse un dito
e lo infilò nella pistolaccia
e a cento metri
ti coglieva persino un acino d’uvaccia
così capì
che era guarito
quel dito
coro: Ringo – Ringo”

 Grazie a questo divertente album dell’Adriano nazionale abbiamo completato anche la lettera “R”, vi aspetto fra qualche giorno quando andremo a vedere cosa ci riserverà la lettera “S”.

Un caro saluto, Mr.

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