ABC del Vinile

ABC del Vinile: S come “Sabato Pomeriggio” di Claudio Baglioni

“S” come Sabato, parola contenuta nel titolo dell’album “Sabato Pomeriggio” di Claudio Baglioni.

Estate dell’anno 1975, Baglioni pubblica il suo sesto (c’è chi dice quinto) album, Sabato Pomeriggio caratterizzato da una copertina che cattura l’attenzione, un grande sole arancione che evidenzia un uccello in volo ed in basso, in lontanza, il profilo della città e dei suoi palazzi. Come i due lavori precedenti, Questo piccolo grande amore e Gira che ti rigira amore bello, anche questo è un concept album. A questo disco hanno collaborato un grande della musica come Luis Enrique Bacalov ed un personaggio scomparso pochi mesi fa come Enrico Ciacci, fratello di Little Tony, chitarrista e compositore.

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Il tema del disco è l’attesa, l’attesa di uscire con la ragazza, di fare una vincita al totocalcio, di trovare il ragazzo dei sogni, etc.

Le canzoni contenute nel disco sono:

LATO A

1- Aspettare …

L’introduzione del concetto del disco, l’attesa, e del soggetto individuato tramite un vezzeggiativo, passerotto, che ricorre nel disco e nella canzone finale.

“Passerotto
ti ho aspettato tanto
e adesso tu sei qui …
passerotto
la tua canzone canto …
doremifasol
ed aspettare”

2- Carillon

In questo brano, dove si descrive una visita alla nonna, è meno evidente l’attinenza con l’attesa; secondo Wikipedia questo concetto si potrebbe ritrovare nella naturale attesa della morte da parte dell’anziana signora, attesa trascorsa fra i ricordi di una vita.

“un cofanetto tutto impolverato
e dentro una fotografia
con il tuo primo fidanzato
tenente di cavalleria …
sulla tovaglia ricamata a mano
i salatini con il thè
nel tuo salotto veneziano
il 5-4-23 …
le gite in barca
la tua balia ed un notturno di Chopin
un baciamano
una camelia
un manicotto di lapin
e in fondo agli occhi stanchi ti rimane
la malinconia
che sfiora i tuoi capelli bianchi”

3- Alzati Giuseppe

Canzone che parla di tutti noi che siamo sempre in attesa di miglioramenti che vediamo più come inaspettate fortune piuttosto che come conquiste di tutti i giorni.

“per te che affoghi i dispiaceri sopra un tavolo
per te che cerchi la fortuna dietro a un angolo
per te che non hai combinato un cavolo
per te che sembri un altro con il toupet
per te che soffri e non capisci perché
alzati Giuseppe
troppo tempo hai perso già
alzati Giuseppe
verso la tua libertà
alzati Giuseppe
mille secoli tu hai
alzati Giuseppe
se tu vuoi … tu volerai …”

4- Poster

Poteva mancare l’attesa ad una fermata della metropolitana?

“E sui binari quanta vita che è passata
E quanta che ne passerà
E due ragazzi stretti stretti
Che si fan promesse per l’eternità
Un uomo si lamenta ad alta voce
Del governo e della polizia
E tu che intanto sogni ancora
Sogni sempre sogni di fuggire via
E andare lontano lontano
Andare lontano lontano
Sei lì che aspetti quello delle 7:30
Chiuso dentro il tuo paletot
Seduto sopra una panchina fredda del metrò”

 5- Tutto qua!

Una stupenda fotografia dei bambini negli anni della mia infanzia, oramai diversi anni fa.

“I bambini stanno sempre soli
le bambine stanno sempre sole
i maschietti con i fucili
le femminucce con le bambole
i pirati i terzini e i cow boy
che giocano di qua
le signore le principesse
se ne stanno un po’ più in là
ma c’è un posto che è un po’ nascosto
dove giocano a mamma e papà
tutto qua!”

6- Doremifasol

Non poteva mancare nemmeno una bella dichiarazione d’amore.

“Non ti ho detto,
che nei giorni bagnati di pioggia
Quando il cielo,
si strofina sui tetti
ti ho tanto pensato
e suonato canzoni per te.
Non ti ho detto,
che sei piccola come un pulcino,
che sei come il più dolce mattino,
che mi basta tenerti per mano
che volevo portarti lontano lontano
e non so fare a meno di te.
Mi credi
Doremifasol
nella mia testa solamente
doremifasol.”

LATO B

1- Lampada Osram

Finalmente grazie ancora a Wikipedia, una delle mie fonti di informazioni, ho capito il titolo di questa canzone. Il luogo di incontro della protagonista della canzone, e di tanti ragazzi romani, è quello dove c’è un lampione che ha una storia molto particolare legata ad una lampada Osram. In questo caso una lei aspetta il suo lui che non arriverà.

“lampada osram
il primo
appuntamento
e tu ci tieni tanto
sei certa che verrà
una valigia
torna e un’altra se ne va
fa buio e sono già
le otto e un quarto
ciao come stai
gli dirai
quando verrà
per l’emozione arrossirai
chissa’ che pantaloni avra’
mezz’ora no non bastera’
per arrivare al centro
per dirgli tutto quanto che ti
piace tanto tanto”

2- 2 1 X

L’attesa comune a tante persone, una vincita al totocalcio.

“Con quell’aria trasognata
Passa avanti alla portiera
“buona sera ragioniere!”
La schedina l’ha giocata
E per una volta ancore
Questa sera
Può sperare
E sale in fretta gli scalini
Col fiatone quattro piani
C’è un odor di maccheroni
Col ragù …
Si dimentica Antognoni
Da un bacetto ai suoi bambini
E ai milioni
Non ci pensa più …
1 X X 2 1 X 1 X 1 1 2 1 X”

3- Sisto V

In questo caso si aspetta un “papa mijore”.

“Sisto Sisto mio
dice che ce prepara al callo dell’inferno …
fijo meno giùdizzio
e più fede comanna er Santo Uffizio
e tiè ‘sta maledetta lingua a posto
si tu non voi finì coma ‘n capretto arrosto …
fijo fijo mio, fijo fijo mio
si tu non voi finì coma ‘n capretto arrosto …
dacce un papa mijore
m’ariccomanno a te nostro Signore”

 4- Il lago di Misurina

Una leggenda sulla nascita del lago che narra dell’attesa di una fanciulla.

“un giorno scivolò giù
la vide con gli occhi suoi
Misurina riposava
tra il ginepro e i rododendri
si affacciava il sole dalle nubi sopra i suoi capelli biondi
ed un alito di vento andava
a sfiorare lei
per lasciarla poi
tra le braccia di Sorapis
Sorapis chiuse gli occhi e il capo inchinò
e giorno e notte aspettò
finché di pietra non fu
e con le lacrime che scesero giù
un verde lago formò
tra abeti e genziane blu”

 5- … ed aspettare

Nel ricollegarsi al primo brano “Aspettare” l’elenco di tante cosa da aspettare.

“il paradiso
la primavera
un tuo sorriso
la mietitura
un colpo di stato
la libera uscita
Babbo Natale
le medicine
un posto al sole
la promozione
un’altra vita”

6-Sabato Pomeriggio

La conclusione del filo logico di tutto il disco, un’attesa purtroppo vana.

“Passerotto non andare via
Nei tuoi occhi il sole muore già
Scusa se la colpa è un poco mia
Se non so tenerti ancora qua.
Ma cosa è stato di un amore
Che asciugava il mare
Che voleva vivere
Volare
Che toglieva il fiato
Ed è ferito ormai
Non andar via
Ti prego
Passerotto non andare via
Senza i tuoi capricci che farò
Ogni cosa basta che sia tua
Con il cuore a pezzi cercherò”

E dopo la lettera “S” l’attesa è tutta per la prossima lettera, la “T”, che chissà che album ci porterà.

Un caro saluto, Mr.

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