Scrittori Emergenti

“L’ULTIMA LUNA” : Intervista a Camillo Carrea

Buongiorno Shivers!

Iniziamo la nuova settimana con una bella intervista a Camillo Carrea, un’autore emergente, o come si definisce lui, raccontatore di storie!

Oggi Camillo si racconta nella nostra breve intervista e ci presenta il suo romanzo L‘ultima luna” di cui trovate trama e dati tecnici qua sotto.

Titolo: L’ultima luna
Autore: Camillo Carrea
Editore: Lettere Animate
Anno: 2018
Pagine 166
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Copertina

SINOSSI

Nelle pagine di questo romanzo agiscono tanti personaggi, vecchi e giovani, principali e secondari, più uno: il paese. Il paese si trova nel centro Italia ed è pervaso da un’aura misteriosa che sembra echeggiare di via in via, di porta in porta. Il paese parla, borbotta e spettegola continuamente, e dice che sulle sue donne pende una maledizione che nemmeno un luminare americano è riuscito a sfatare: sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova e soltanto poche di loro riusciranno a mettere al mondo un figlio. Il paese dice anche che è meglio tenersi alla larga dalla grande casa che si affaccia su l’Eterna, la quercia che lo domina da chissà quanti secoli e sotto le cui fronde si sono compiuti chissà quali atti sacrileghi e violenti. E poi che chi abita nel Quarto Gliostro è matto e non deve mescolarsi con il resto del paese, soprattutto quando lo spirito malvagio del Vecchio Principe risale le fogne portando con sé il fetore dell’Odio e le strade si fanno buie, sinistre e pericolose.

In quest’atmosfera elettrica, carica di antichi e oscuri segreti, rivalità e rancori, nasce e cresce Alessandro Attilio, il narratore che accompagnerà il lettore sciogliendo e riannodando continuamente il filo dei ricordi. Alessandro Attilio ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto come sua madre, il secondo dal resto del paese; ha due nonni tra cui corre un antico e irrisolvibile rancore, Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e reduce della campagna di Russia, e Bonifacio che, non credendo alle dicerie del paese, vive nella grande casa de l’Eterna; tre zii poco più grandi di lui, frutto di un miracoloso parto plurigemellare, e Zelda, la ragazza dei suoi sogni.

Sono gli anni Settanta e i giovani vogliono divertirsi, conquistare il mondo e baciarsi in pubblico, mentre i vecchi mugugnano e gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino, Virgilio il pittore e andare in un posto dove non ci siano da dipingere solo nature morte, Infinita parla pochissimo, è comparsa all’improvviso e assomiglia in maniera inquietante a quel volto di donna che campeggia su una delle pareti del bar della Luna Nuova e che a poco a poco va sbiadendosi. Lodovico e Adelchi, i più colti, risalgono le scale della storia per capire da dove nasca tutto quel mistero che aleggia nell’aria, tra il disprezzo per i medici gattopardi che da sempre spadroneggiano in paese, strane storie di eretici, alchimisti e streghe, e atipiche ricostruzioni sulla spedizione dei Mille che li porteranno fino in Indonesia.

Intanto il paese si fa sempre più vuoto, i tempi continuano a cambiare, le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte che rimanda le note del Chiaro di Luna di Debussy. Rimarrà solo Alessandro Attilio a trascinarsi come un vecchio fantasma centenario, tra le strette vie del paese ormai in rovina.

ESTRATTO

Distolsi lo sguardo dalle vetrine. Mi resi conto che non me ne fregava nulla del cappotto e della sciarpa e neppure di mio padre senza fiato per il prezzo del mio cappottino di Natale. Io pure ero senza fiato, in quel momento, ma per altri motivi. E tu caro papà, censore come Catone, non lo puoi sapere quali sono i miei motivi, o forse mi capiresti, visto il tuo consueto imbambolarti davanti al sorriso di tua moglie. Mi strinsi di più a Zelda e sentii lo sguardo di lei. La coda del mio occhio sbirciò il suo sorriso appena accennato, che irruppe in me sfondando porte e finestre. Un vento caldo e impetuoso, altro che tramontana. Avevo dentro lo scirocco che imperversava, vento incendiario, appunto: nel frattempo il vigore sotto il fustagno non s’arrestava.

“Virgilio, ma è proprio vero che tuo cognato non vuole che Alessandro veda certi film?”
“Già, è così. Ci tiene all’educazione di suo figlio, lui” le rispose lo zio Virgilio roteando gli occhi.
“Ma ormai è grande, Alessandro” osservò Zelda.
“Sì, e questo è molto evidente, anche” aggiunse poi con quel soffio di voce Mi strinsi che solo io potevo udire. Lo scirocco imperversava e accendeva vampate gigantesche.
“Chissà a cosa stai pensando, Alessandro. Sei silenzioso come Infinita” disse Zelda.

Infinita… Il paese diceva che i genitori adottivi l’avessero trovata un mattino d’inverno in riva al fiume. E che in quel mattino facesse molto freddo, e la bimba stava con un abitino di pelo d’ermellino, come una piccola regina.
I genitori le avevano messo quel nome strano. Infinita, ovvero la parola scritta sulla medaglietta che le pendeva dal collo.


INTERVISTA A CAMILLO CARREA

Ciao Camillo, innanzitutto benvenuto nel nostro blog!
Cominciamo subito questa breve intervista per conoscerti meglio!

Chi è Camillo Carrea? E come ha sviluppato questa passione per la scrittura?

Innanzitutto, grazie a voi. E bentrovati. Sono un raccontatore di storie. Credo che questa mia propensione a raccontarle sia derivata dal fatto che anche i miei due nonni lo erano. Esattamente come i nonni del protagonista del romanzo. Ho vissuto la fanciullezza intriso nelle loro storie di misteri, personaggi strambi, fenomeni soprannaturali, fantasmi… Ho iniziato a scrivere storie in un periodo particolare della mia vita. Avevo perso il lavoro e avevo tempo per scrivere, oltre che per leggere. Leggere è una cosa che invece ho sempre fatto. Leggo di tutto, dai saggi, alla narrativa, ai fumetti e persino il bugiardino dei medicinali! Ho iniziato con lo scrivere poesie, cosa che a volte faccio tutt’ora.

 Siamo qui per presentare il tuo romanzo “L’ultima luna”, la sua trama è veramente originale, ed ha come ambientazione un piccolo paese del centro Italia.  C’è un luogo ben preciso al quale ti sei ispirato?

Alcuni dei toponimi del libro sono quelli del mio paese. Così come i nomi di qualcuno dei personaggi e qualche episodio tra quelli ‘sereni’ del romanzo sono ispirati al mio paese. Il resto – ovvero le vecchie storie di eretici, alchimisti e le donne accusate di stregoneria, ovvero la maggior parte dei personaggi è frutto di fantasia.

 Il protagonista e narratore della storia è Alessandro Attilio. C’è qualche somiglianza tra te e questo personaggio o è molto distante da te?

Alcuni episodi sono accaduti davvero. Erano gli anni Settanta. In quegli anni ero adolescente. In quegli anni alcuni degli episodi descritti nel romanzo sono accaduti nella realtà. Episodi ormai che ormai fanno parte della mitologia del mio paese e che hanno avuto per protagonisti i giovani di quella generazione, i miei fratelli maggiori, per essere più precisi. Per fortuna si tratta – lo ripeto – di episodi che fanno parte della parte ironica del romanzo, ma hanno avuto una loro valenza sociale: le prime emancipazioni femminili e l’anelito dei giovani in generale, di un’altra vita.

 Ci sono scrittori che ti hanno influenzato nel tuo percorso di scrittore e in questo romanzo?

Credo gli scrittori sudamericani come Jorge Amado, Garcia Marquez, ma anche Wu Ming o Carlos Ruiz Zafon.

 A che genere di lettori consiglieresti il tuo libro, e come lo descrivesti in 3 parole?

Ai lettori che amano il mistero, la Storia, o meglio, la Controstoria, ma anche l’ironia, le situazioni comiche. Uno dei miei scrittori preferiti è John Fante, la cui progenie viene dalle mie parti.

 Dopo “L’ultima luna” quali saranno i tuoi progetti futuri? Hai già iniziato a scrivere altri romanzi?

Ne ho appena terminato un altro. Parte dagli anni ’60 e arriva ai nostri giorni. Ambientato per la maggior parte in Spagna, tra Barcellona, Siviglia e Granada. Anche qui, mistero e vecchie storie che tornano, insieme a vecchi fantasmi. E neppure qui, nonostante questo, mancano l’ironia e i momenti ‘leggeri’…

Noi ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e ti facciamo un grande in bocca al lupo!

Grazie a voi di E.C Schivers per avermi dato questa bella occasione per parlare del mio libro.


L’AUTORE

Sono nato a Atessa, in provincia di Chieti, e vivo da sempre a Colledimezzo, nella stessa provincia.
Leggo libri da sempre e sono innamorato di essi.
Libri che amo: Farhenheit 451, Memorie di Adriano, Il medico di corte.  I Buddenbrook.
Scrittori che amo:  Jorge Amado,  Osvaldo Soriano, Borges e tutta la letteratura latino americana, Thomas Mann, Manuel Vazquez  Montalbàn, Leonardo Sciascia, Wu Ming, Umberto Eco, John Fante.
Studi: Istituto Magistrale.  Allora leggevo Porci con le ali, Todo modo, Il nome della Rosa, al posto dei libri di  Piaget e Montessori. Non ho mai creduto che fossero meno importanti di questi.
Pubblicazioni di poesia e narrativa.

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