Scrittori Emergenti

“E PIOVE ANCORA”: Intervista a Francesco Montalto

Buongiorno Shivers!

Per questo inizio di settimana torna sul blog l’intervista ad un autore, più precisamente ad un poeta visto che quella di cui  parliamo è la raccolta di poesie “E Piove Ancora” di Francesco Montalto.

E Piove Ancora è la seconda raccolta di Poesie di Francesco Montalto. È il naturale seguito di Stabili Equilibri Precari, uscito nel 2011. Ad una manciata di anni da quella raccolta E Piove Ancora continua a percorrere la strada dell’inquietudine e dell’incertezza che anima la quotidianità di persone normali che vivono volenti o nolenti la vita.

Il filo conduttore tra Stabili Equilibri Precari ed E Piove Ancora è  l’amore, la morte, il dolore e la speranza, non per forza in quest’ordine, piuttosto in un continuo rimescolamento cadenzato da un linguaggio che tenta di arrivare dritto al cuore e al punto, senza artifizi di sorta o esercizi stilistici, scegliendo ancora una volta la forma poesia, che pur  accantonata in un angolo polveroso della letteratura odierna, rimane ancora immediato strumento di straordinaria comunicazione, così come la canzone.

Titolo: E piove ancora
Autore: Francesco Montalto
Editore: Claps Band edizioni
Anno: 2019
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Copertina E Piove Ancora


INTERVISTA A FRANCESCO MONTALTO

Ciao Francesco, benvenuto nel nostro blog!

Iniziamo subito questa veloce intervista chiedendo di presentarti ai nostri lettori.

Chi è Francesco Montalto e da dove nasce questa passione per la poesia?

Direi che sono una persona in perenne stato di insoddisfazione e di equilibri precari. Sono uno che sogna ancora oggi…

Se dovessi dare la colpa a qualcuno di questa passione la darei alla musica, nel senso che  ascolto  molta musica e ho dato sempre particolare attenzione ai testi, mi piace la forza comunicativa che un testo di una canzone può avere in poche righe e la poesia è il genere letterario che più si avvicina al testo di una canzone. Nella vita di tutti i giorni mi ha anche ispirato involontariamente una persona a me cara, che come me aveva una grande sensibilità e un modo visionario di vedere la vita. Oltre ad essere un appassionato di poesia appunto. Quella che è all’inizio della raccolta è una delle sue tante. 

Perché hai scelto di scrivere poesie invece dei più comuni romanzi? Non temi che siano più difficile da comprendere per la maggior parte dei lettori?

Più che una scelta è avvenuto tutto casualmente. Non sono mai stato un divoratore di libri ma ho sempre letto con parsimonia. Soprattutto non amo leggere storie troppo lunghe e allora la poesia ha finito per catturare la mia attenzione, è un giusto compromesso. Non penso si possano mettere a confronto poesia e romanzo, anche se è vero che oggi è diventata quasi una moda cimentarsi con la scrittura di romanzi, dalle trame e personaggi simili magari. In realtà non so se sarei in grado di scriverne uno, in questo momento mi frena soprattutto l’idea di uniformarmi a qualcosa. C’è sempre il sentore di fondo in questi tempi che o fai quello che va per la maggiore, o sei fuori.

La poesia può essere molto difficile da comprendere certo, dipende dallo stile, però in generale è sicuramente un mezzo che ti permette di andare subito al cuore della questione, raccontare in poche righe una sensazione, una storia; e quindi in teoria potrebbe essere un modo semplice di farsi comprendere. Ammesso che chi sta dall’altra parte abbia voglia di leggere una poesia.

Cosa pensi del ruolo della poesia oggi? Pensi sia un genere di nicchia o aperto a tutti?

Il ruolo della poesia oggi è un non ruolo, ahimè, nel senso che non viene assolutamente considerata da chi si occupa di letteratura in qualche modo, né tantomeno dai media in generale. Se poi parliamo di poesia emergente ancora peggio. È vista come un genere vecchio, quasi sfigato probabilmente. Quindi per forza di cosa è un genere di nicchia, ma non per volere di chi scrive poesie credo. Penso che la poesia abbia una grande forza comunicativa e se non fosse ignorata così come lo è da tempo potrebbe essere un interessante strumento pop per raccontare qualsiasi cosa. Un po’ come succede per la musica. Ci sono tante persone che con passione cercano di portare avanti questa forma comunicativa pur nella assoluta indifferenza degli addetti ai lavori.

C’è stato o c’è qualche autore che ti ispira? Oppure trovi ispirazione in alcuni luoghi o momenti della giornata?

Sì, qualche autore c’è, pochi, per il discorso che dicevo del non essere un lettore compulsivo. Certamente qualcuno mi ha ispirato in un modo o nell’altro, soprattutto mi ha dato la spinta nel provare a scrivere qualcosa. La mia ispirazione viene da quello che vedo, che penso. Purtroppo ho un grosso difetto, di non sapere stare molto in società e quindi mi capita quasi sempre di estraniarmi nei casi in cui sono intorno agli altri e finisco per guardare tutto da fuori, come fossi al cinema e poi butto giù le sensazioni. La mia è una poesia molto istintiva e so che alcuni vedono questo come una cosa negativa ma a me piace tanto il carattere di istintività, non legato a stilismi di sorta o a regole ben precise.

Il sentimento che pervade le tue poesie è la malinconia unita al rimpianto per il passato, come mai? Pensi che i sentimenti “negativi” siano più profondi di quelli “positivi”?

Riconosco la malinconia ma non c’è rimpianto in quello che scrivo, al massimo un po’ di sana nostalgia, che è tipica delle persone sensibili, che vivono qualsiasi cosa intensamente  tenendola impressa nella memoria. Sentimento negativo mi suona male, però sicuramente i momenti nei quali si è più giù sono quelli che ti fanno scrivere di più, almeno per me è così, è una sorta di sfogo, una purificazione, un modo anche per non dimenticare le situazioni e magari così non ripeterle, o ripeterle con consapevolezza (forse).

C’è molto di te in quello che scrivi o cerchi di nascondere la tua vita privata?

In quello che scrivo c’è la mia sensibilità, il modo di vedere le cose, di vivere i rapporti, la vita, quello che penso sicuramente, ma certamente c’è anche una caricatura delle situazioni, dei sentimenti, quindi non credo che sia del tutto autobiografica. Bisogna leggere tra le righe.

Infine, non possiamo non chiederti quali saranno i tuoi progetti futuri! Hai già in programma altre raccolte di poesie? O ti cimenterai in altri tipi di scrittura?

Con questa breve raccolta chiudo una sorta di cerchio iniziata con la prima raccolta, Stabili Equilibri Precari, uscita qualche tempo fa. Continuerò sicuramente a scrivere poesie, sarebbe bello legarle a delle immagini  quindi creare qualcosa dove parole e immagini si uniscono. E poi sto cercando di mettere insieme un po’ di racconti brevi.

Noi ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo e ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per il futuro!!


L’AUTORE

Francesco Montalto, giornalista musicale (ha scritto per Mescalina, Distorsioni, Exitwell, Guitar Club Magazine, Clap Bands e altri), promotore della musica indie italiana con l’ufficio stampa SM Press Office, oltre che come freelancer, torna con una seconda raccolta di poesie, dopo Stabili Equilibri Precari, raccolta uscita nel 2011.

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