Angolo dei Libri

“Furore” di John Steinbeck

Titolo: Furore
Autore: John Steinbeck
Editore: Bompiani
Pagine: 633
Anno: 2013
LINK D’ACQUISTO AMAZON: Furore
Voto: 5/5

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Chi è che non vede l’ora che arrivi il proprio compleanno o qualche festività, perché sa che scarterà almeno un bel libro nuovo e pronto per essere divorato?? Beh, io e la mia amica El. di sicuro!

Furore non è infatti stato altro che un fantastico regalo da lei donato e da me ricevuto per Natale. Beh, avendo una mole consistente in più di seicento pagine non l’ho proprio divorato, ma ne è valsa assolutamente la pena. Devo ammettere che ero partita con le migliori aspettative: del Premio Nobel per la letteratura nel 1962 avevo già letto alcuni romanzi brevi, come La perla e Uomini e topi, e ne ero rimasta entusiasta. Avevo trovato Steinbeck un autore pieno di sfaccettature, capace come pochi di trasportarti ovunque, un vero e proprio Narratore con la N maiuscola, dallo stile magico e affascinante.

Passare dalle appena cinquanta/cento pagine dei romanzi brevi alle oltre seicento del mastodontico Furore voleva dire mettere ulteriormente alla prova la penna di Steinbeck, penna che come dicevo si è rivelata all’altezza delle molte lusinghe nel tempo ricevute.

Cos’è dunque che ha attirato ed attira così tanto il lettore?? Beh, sicuramente il fatto che si tratti di una storia familiare: The Grapes of Wrath (così recita infatti l’intraducibile titolo originale) narra le vicissitudini di una famiglia americana, i Joad, costretta per miseria ad abbandonare la propria terra per cercare fortuna in quello che tutti considerano il paese della cuccagna: la California. La narrazione, di ambientazione coeva al tempo in cui visse lo scrittore, prende avvio dall’uscita dal carcere di Tom, il maggiore dei Joad, un giovane impulsivo e allergico alle ingiustizie. Quando Tom arriva a casa, pensa di trovarla come l’ha lasciata, ma lo spettacolo cui assiste è ben diverso: la dimora è fatiscente e abbandonata e la sua famiglia è partita per raggiungere alcuni parenti.

Il ricongiungimento del giovane con i suoi cari (la madre, il padre, i nonni, lo zio John, i fratelli e le sorelle) sarà la spinta decisiva per la partenza verso la California e per il vero e proprio avvio del romanzo. Assisteremo a varie peripezie, qualche funerale improvvisato, incontri provvidenziali e scontri carichi di momenti di tensione.

I Joad ispirano nel lettore un forte senso di compartecipazione: la loro estrema bontà nel dividere con il prossimo anche il poco cibo che possiedono, la loro curiosità mista a paura alla vista di un gabinetto con acqua corrente, la loro rabbia nei confronti degli sfruttatori, che si approfittano della loro situazione per guadagnare denaro, toccano inevitabilmente il cuore di chi legge, strappando  più di una volta quando un sorriso amaro, quando una smorfia di disgusto verso l’ingiustizia da loro subìta.

Non pochi furono invece i problemi che il povero Steinbeck dovette affrontare quando pubblicò il libro nel 1939: per il suo linguaggio definito “volgare” e il contenuto troppo a favore dei poveri e a detta di alcuni eccessivamente di sinistra, sia l’autore che la sua opera vennero subito etichettati come comunisti. Fortunatamente le critiche di nicchia non bastarono a soffocare il grande talento di Steinbeck, che fu alla fine riconosciuto con il Premio Pulitzer nel 1940 ed un film sempre quell’anno, candidato a ben sette Premi Oscar (Furore di John Ford).

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Foto dal web: un’immagine del film di John Ford del 1940 con al centro Henry Fonda, nei panni del protagonista Tom

Che altro aggiungere? Ho trovato la nuova traduzione integrale di Perroni per Bompiani magnificamente eseguita e correlata da interessanti note. Perché, non so voi, ma io quando trovo un libro pieno di refusi e mal tradotto, mi prende il nervoso, chiudo e passo ad altro.

Cat.

8 pensieri riguardo ““Furore” di John Steinbeck”

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