Narrativa straniera

RECENSIONE: “La lettrice di romanzi d’amore” di Pearl Abraham

Titolo: La lettrice di romanzi d’amore
Autore: Pearl Abraham
Editore: Einaudi
Pagine: 329
Anno: 2000
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VOTO: 4,5/5
4,5stelle

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L’avida lettrice del titolo è Rachel, una giovane ragazza ebrea, che vive con la famiglia nello Stato di New York, intorno agli anni ’70.

Per il suo primo romanzo, Pearl Abraham, scrittrice nata a Gerusalemme e vissuta a Brooklyn, decide di trattare un argomento che conosce bene e da vicino. Nei gesti e nei pensieri della protagonista, desiderosa di libertà in una dimensione claustrofobica, quale solo una rigida comunità religiosa può essere, possiamo intravedere tracce del passato della stessa Pearl, anche lei ebrea americana e figlia di un rabbino, oppure di qualcuno a lei molto vicino.

In quanto maggiore di sette fratelli, Rachel sente sulle spalle il dovere di aiutare i genitori nel mandare avanti la famiglia, ma la continua restrizione alla propria libertà e ai propri sogni diventa ogni giorno più insopportabile.

Così ogni occasione è buona per tentare l’evasione e ogni gesto, anche il più banale, diventa un chiaro segno di ribellione, come ad esempio rubare o prendere in prestito di nascosto i libri romantici di Charlotte Brontë, comprare un paio di calze proibite, perché troppo trasparenti, gustare qualche cibo trafe, cioè “impuro” (non kasher), oppure iscriversi ad un corso di salvataggio per guadagnare qualche soldo e poter essere un giorno completamente autonoma.

Il sogno più grande di Rachel, quello che custodisce nel profondo del suo cuore, è infatti fuggire al più presto da quella casa, che vede come una prigione, e da quei genitori carcerieri, che non tentano neppure di comprenderla, ma che sono schiavi del giudizio del vicinato e del disagio di avere una figlia così diversa dalle altre.

Rachel è proprio un caso perso. Non avendo limiti e desiderando sempre ciò che non può avere, come le dice la sorella, non rimarrà mai nei solchi tracciati dalla mentalità chassid e non si occuperà mai solo di rispettare i dettami della Torah, come digiuni e abluzioni, o di appoggiare il padre nel progetto di costruire una nuova sinagoga. Nella sua giovane mente frizzante Rachel sogna di poter frequentare liberamente la biblioteca, di guidare una macchina tutta sua, di nuotare nel mare senza avere le gambe strette da scomode e pruriginose calze con cuciture, di innamorarsi senza programmazioni.

Eppure, quando i suoi genitori, pressati dalla voglia di vederla sistemata, le organizzano un incontro con il timido Israel, la ragazza, che ha solo 17 anni, si lascia cullare dall’idea che il matrimonio possa rappresentare una via di fuga, senza capire che in realtà quel consenso un po’ estorto le cambierà la vita, ma in peggio.

Da qui ha inizio la parte più bella e straziante del libro: la scrittrice è infatti bravissima nel farci percepire il cappio che progressivamente si stringe intorno al collo di Rachel, la sua ansia e la frustrazione crescenti nel sentirsi passata, come un qualsiasi bene materiale, da un padrone ad un altro e la sua costante mortificazione fisica e psicologica. Un’intensa prosa, quella della Abraham, asciutta ed emozionale, che trova nel finale il giusto compimento e riscatto, colmo di potenziale speranza.

Un utilissimo glossario in fondo al libro ci aiuta a comprendere i termini ebraici utilizzati nel romanzo, non infastidendo comunque la lettura, che al contrario ne risulta  culturalmente ampliata ed arricchita.

Leggendo, veniamo calati in una realtà che ci appare fantascientifica e lontana, ma che è più vicina di quanto pensiamo ed in fondo universale. Il personaggio di Rachel, giovane ma non sprovveduta eroina alla conquista di diritti, che a noi sembrano banali e ormai da tempo acquisiti, ci fa riflettere su quanto sia invece ancora lungo e incidentato il cammino verso la libertà individuale, in particolare per le donne e tutto ciò che il loro mondo rappresenta, entrambi troppo spesso umiliati, vilipesi o resi oggetto di stupidi tabu.

Quella della Abraham è sicuramente un’opera coinvolgente, scorrevole e istruttiva, che lascia traccia nel cuore del lettore e che induce curiosità nei confronti delle successive.

Cat.

 

 

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