Scrittori Emergenti

Io Leggo Autori Emergenti: Intervista a Adelaide J. Pellitteri

Buongiorno Piccoli Shivers!!

Torna un’intervista rivolta ad un autore emergente!
Questo progetto nasce in collaborazione con il gruppo Facebook “Io Leggo Autori Emergenti” una community che si pone l’obiettivo di far conoscere ai lettori le opere di tanti scrittori esordienti. Il gruppo è poi collegato alla pagina “Bookshop – letterature d’esordio”, nel cui catalogo potete trovare tutti i loro libri, che spaziano tra generi e stili molto diversi tra loro.

Ogni mese, come vi abbiamo già accennato, viene scelto un genere letterario da approfondire, e noi insieme ad altri due blog, intervisteremo un autore emergente che ha scritto un libro inerente al tema.
Per questo mese sono stati scelti i ROMANZI CHE PARLANO DI DONNE! dei quali trovate una bellissima introduzione nel blog BOOK-TIQUE che vi invitiamo a leggere!
L’autrice collegata a questo genere è Adelaide J.Pellitteri, e troverete la sua intervista di seguito, dove ci parlerà della sua passione per la scrittura e del suo libro Donne fino a epoca contraria!


DONNE FINO A EPOCA CONTRARIA – INTERVISTA

Ciao Adelaide e benvenuta nel nostro blog!

 1. “Donne fino a epoca contraria” un titolo molto originale per una raccolta di racconti! Spiegacene un po’ il significato e il messaggio.

L’ho scelto perché la donna ha sempre dato un’impronta precisa ad ogni epoca, piccoli passi o grandi conquiste, ma… se il suo procedere la portasse ad un’epoca contraria? Cioè fino a non essere più se stessa in quanto donna, ma solo una brutta copia dell’uomo? (competizione in campo lavorativo, inaffidabilità in campo sentimentale…)

2. La tua raccolta, che comprende 32 racconti, raccoglie le esperienze di più donne in uno spazio compreso tra il 1968 e un futuro imprecisato. Come mai la scelta di partire dal 1968? Qual è l’epoca che è stata più facile o più difficile da ricostruire?

Il ’68 è l’epoca della grande rivoluzione per la donna, l’idea di “riscatto” è nata in quegli anni ma non credo, in tutta sincerità, sia stata quella l’epoca più difficile, secondo me quella in cui sta incontrando le vere difficoltà è proprio questa che stiamo vivendo. Il perché è presto detto, ti faccio un esempio: difficile non è comprare una casa, ma renderla adatta alle tue esigenze e pagarne il mutuo regolarmente. “Conquistare” non significa avere vinto, è ciò che ne fai della tua conquista a decretarne il valore.

3. Nelle storie che racconti ci sono dettagli autobiografici? Elementi ed eventi legati alla tua personale esperienza?

Non direi, tutto nasce da un’attenta analisi di alcuni fenomeni di evoluzione sociale, ovviamente ho scelto ciò che mi interessava di più.

4. Da dove hai tratto l’ispirazione per questo libro?

Come ti dicevo nasce da un’attenzione rivolta ai cambiamenti, ma non soltanto quelli epocali, anche e soprattutto quelli banali e quasi impercettibili entrati nel quotidiano, che alla lunga hanno portato cambiamenti radicali e irreversibili.

5. C’è qualche commento positivo che hai ricevuto e che ti piacerebbe condividere con noi e con i nostri lettori?

Sì, più di uno a dire il vero. Il primo commento mi è arrivato dalla giornalista Gilda Sciortino, sue testuali parole “ Era da un bel po’ che non venivo catturata da un libro che contenesse non un’umanità bella, piena e totalizzante, ma tanta umanità”. Beh, ecco… questo è ciò che vuole mostrare il mio libro: lo spaccato di un’umanità non priva di errori, dolori, tentativi di conquiste che alla fine ci si rivoltano contro.

C’è anche un altro commento che ho apprezzato molto e che ho ricevuto proprio in questi giorni da parte di Daniele Cavani, anche lui ha saputo cogliere il “tragico” disegno che si cela dietro i miei racconti dall’apparenza ironici, dalla scrittura leggera ma che alla fine ti lasciano con un “rospo” da mandare giù.

Lo dico senza problemi, il mio non è un libro da portare sotto l’ombrellone. D’altronde sempre Cavani asserisce (e concordo) “Ci si trova dinnanzi ad un percorso che va controcorrente al classico romanzare sulla violenza di genere, sia fisica che psicologica”. E poi, parlando di me come autrice, afferma: “ Ci racconta ciò a scapito del suo stesso successo, ovvio che non piacerà a gran parte del sesso preso in difesa”.

Mai io non potevo scrivere il mio libro diversamente. Partendo dalla perdita del senso di maternità, dalla mancanza di stabilità affettiva ed economica, è venuto fuori il dubbio: E se la grande conquista fosse solo un’illusione?

La donna avrà vestito i panni da guerriera per conquistare il deserto.

6. Nella sinossi fai riferimento al fatto che i racconti vadano letti come un unico romanzo. Spiegaci un po’ il perché.

Per un motivo molto semplice, lo sviluppo segue un ordine cronologico. In questo modo vedrete che all’inizio descrivo donne e comportamenti che non esistono più (vedasi: La conta o  Notte d’aprile, ad esempio), proseguendo narro la voglia di affermarsi della donna nel lavoro, il cui l’exploit si è avuto negli anni Ottanta (vedasi Soldi spesi bene); procedendo di questo passo si arriva fino ad un futuro molto lontano distopico e delirante (vedasi 17, Il decesso di Caino, Io ti rovino, e altri ancora). Il tutto in concomitanza con eventi che fanno parte del nostro vissuto, del nostro contesto sociale: dall’avvento delle radio private alle badanti per i nostri genitori.

Mille sfaccettature, sentimenti e comportamenti che non possono non interferire pesantemente sul nostro futuro, e non solo su quella della donna.

Personalmente ritengo sia lei la migliore (e insostituibile) educatrice sociale, e adesso in tal senso sta solo perdendo potere, senza di essa la sfera dei sentimenti rischia di venire duramente compromessa.

Non auspico assolutamente a un ritorno al passato, ma sicuramente occorre migliorare il futuro perché la traiettoria intrapresa mi pare offra molti precipizi.

In questo processo evolutivo, inoltre, l’uomo è rimasto quello di sempre (quando non è peggiorato) e allora credo che ogni conquista debba coinvolgere tutte le parti sociali; se le donne corrono da sole si ritroveranno con più nemici che territorio conquistato.

Non voglio fare la psicologa, ho solo letto statistiche (anche queste sotto gli occhi di tutti) e fatti di cronaca, e facendo un amalgama di tutto ciò è venuto fuori “Donne fino a epoca contraria”

7. E infine, per concludere, come descriveresti il tuo libro con 3 aggettivi?

Ironico, sarcastico, delirante.

Grazie per il tuo tempo!

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Ora vi lasciamo tutti i dati relativi al libro. Noi non abbiamo ancora avuto l’occasione di leggere il libro per intero ma speriamo di farlo al più presto!

SINOSSI

Raccolta di 32 racconti che aspira ad essere letto come un romanzo

Donne che attraversano i tempi mentre i tempi attraversano loro. Il senso di maternità smarrito o difeso contro ogni legge, donne così attente a tutelarsi da diventare carnefici, con il coltello dalla parte del manico e non per vincere.

Il ’68, l’avvento delle radio private, le donne in tv, davanti e dietro lo schermo, con le ditate del tempo sul viso e sul cubo a ballare, nelle balere a morire, il lavoro lontano da casa e affetti, la crisi… Dagli anni 60 fino a un futuro lontanissimo, immaginario e delirante dove lo Stato emana leggi a protezione delle sue cittadine.

Ironia, sarcasmo e tragicità, dove anche il lieto fine non è mai a buon mercato. E come nelle ricetta di cucina di spezie q.b.

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