Narrativa italiana

RECENSIONE: “Il prete bello” di Goffredo Parise

Il titolo scelto da Parise è già di per sé stesso un programma: la bellezza non è certo la prima qualità che si dovrebbe notare in un prete...anzi.

Narrativa straniera

RECENSIONE: “Che paese, l’America!” di Frank McCourt

Dopo qualche fallimento libraio, non vi nego che per un po’ volevo lasciar da parte la lettura e dedicarmi ad altro, ma poi ho pensato che tornare alla letteratura irlandese sarebbe stata probabilmente la mia ancora di salvezza. E così è stato...

Narrativa italiana

RECENSIONE: “Nel muro” di Mauro Corona

Dopo anni in cui si era dedicato a forme di racconto più brevi, Mauro Corona, personaggio televisivo fisso a Carta Bianca, oltre che scrittore e scalatore di montagne, torna al romanzo con questo libro: Nel muro. Ma non è (purtroppo) il suo migliore.

Narrativa straniera

RECENSIONE: “La fine della strada” di Joseph O’Connor

Dublino, feste natalizie, 1994. Martin Aitken, quarantatreenne ispettore di polizia, non ama il Natale. Troppi sono i ricordi tristi ad esso legati o che una ricorrenza importante come il Natale fa riaffiorare, come la morte del figlio Robbie sei anni prima e il successivo abbandono della moglie Valerie. Sono ferite che l’ispettore, nonostante l’aiuto momentaneo dell’alcol, sente come indelebili, impossibili da rimarginare. Per questo anche il lavoro diventa ogni giorno più difficile da sostenere e l’autocontrollo più arduo da mantenere.

Narrativa italiana

RECENSIONE: “Il postino di Neruda” di Antonio Skármeta

Avete presente quei rari casi, forse anche rarissimi, in cui un film supera di gran lunga il libro da cui è stato tratto? Beh, questo è uno di quelli. La magia, la poesia, la leggerezza sapientemente alternata a profondità del bellissimo film di Massimo Troisi (1994) non le ritroverete qui, sulla carta stampata.

Gialli

RECENSIONE: “Due mesi dopo” di Agatha Christie

Indiscussa regina del giallo, Agatha Christie, a partire dagli anni ’20 del Novecento, ha scritto decine e decine di romanzi, alcuni decisamente appassionanti, altri più prevedibili e meno avvincenti. Curiosi di scoprire a quale categoria appartenga Due mesi dopo, la mia ultima lettura? Decisamente (e per fortuna) alla prima!

Classici

RECENSIONE: “Dombey e figlio” di Charles Dickens

Dombey e figlio viene, in pieno stile dickensiano (e non solo), pubblicato a puntate tra il 1846 e il 1848. Tale caratteristica fa subito intuire al lettore il motivo di certi finali di capitolo accattivanti e ricchi di mistero, o di certi colpi di scena posizionati quando meno te li aspetti. Il vecchio Charles sa come tenere il proprio lettore incollato alla pagina, non c’è che dire. Per essere un romanzo dell’Ottocento, la scrittura è nel complesso scorrevole e godibile; alcune scene sono forse un po’ stucchevoli per noi moderni, ma vanno sempre circoscritte al periodo in cui furono messe su carta.

Narrativa italiana

RECENSIONE: “L’anno della vittoria” di Mario Rigoni Stern

Mario Rigoni Stern, nei suoi libri, segue di solito due filoni narrativi: quello della guerra, che ritroviamo nel famoso Il sergente della neve, e quello della natura, che egli sa descrivere, ad esempio in Uomini, boschi e api, in modo sapiente e diretto. A volte capita che i due filoni si intreccino, come possiamo constatare in L’anno della vittoria, l’opera di cui vi parlo oggi.

Narrativa straniera

RECENSIONE: “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro

Incuriosita dallo stile dell’autore di Quel che resta del giorno (e prima ancora dal bellissimo film omonimo), acquisto Non lasciarmi, carica di aspettative. Il romanzo è straziante e doloroso. L’autore, Premio Nobel nel 2017, mette in scena il dramma distopico di tre giovani (Kathy, Ruth e Tommy) cresciuti da un gruppo di attenti tutori nel college di Hailsham, nell’Inghilterra dei primi del Novecento. L’elemento distopico, che si apprende non immediatamente, ma a lettura già inoltrata, sta nel fatto che gli abitanti di Hailsham non siano ragazzi normali, ma automi, creati appositamente per salvare, a tempo debito, con la donazione dei propri organi, la vita di chi vive nel “mondo esterno”.

Scrittori Emergenti

SEGNALAZIONE: “Push you away” di Veronica Cellamaro

SINOSSI «Da oggi è ufficialmente un uomo libero». Maximilian Hilton esce dal carcere senza fare ammenda delle sue colpe e con in testa un unico pensiero: riprendere ciò che aveva lasciato. Alle spalle, una vita difficile: una madre tossicodipendente costretta al recupero senza alcun successo; un padre morto e la cui unica eredità sono i… Continue reading SEGNALAZIONE: “Push you away” di Veronica Cellamaro