Angolo dei Libri

“Valentino” di Natalia Ginzburg

Nelle foto che la ritraggono, Natalia Ginzburg appare come una donna buona, intelligente, energica, ma c’è un velo di malinconia nei suoi occhi e raramente sorride. La vita le ha ginzburginfatti riservato delle gioie, ma anche tanti dolori. Prima il confino, poi la morte di suo marito Leone Ginzburg, convinto antifascista, torturato ed ucciso nel carcere romano di Regina Coeli, nel febbraio del 1944. Natalia rimase sola, con tre bambini piccoli da crescere.

Queste terribili prove non l’hanno però abbattuta, ma sono bensì diventate parte integrante delle sue bellissime storie, e del suo stile asciutto e concreto, colmo di quella fragile forza, che ci sorprende ogni volta e ci conquista a piccoli passi, senza imporsi.

Inserito nell’edizione Einaudi insieme ad altri due racconti, quello di Valentino è a mio giudizio il più bello dei tre, per la sua sensibilità, e per il modo in cui l’autrice dipinge il ritratto di una famiglia, in cui i silenzi riescono a dire più di mille parole.

Valentino è un bel ragazzo che studia medicina. Raffinato e sempre elegante, raccoglie in se stesso le speranze di tutto il nucleo familiare. Nei sogni di suo padre diventerà un brillante primario; nei sogni di sua madre sposerà una donna splendida, in carriera, e avrà molti bambini.

Solo sua sorella Caterina, l’io narrante del racconto, lo vede per quello che è: un uomo pigro, viziato e vanesio, destinato ad avere per moglie una donna brutta, ma ricchissima, che lo manterrà, e a condurre una vita noiosa e ripetitiva.

Esclusa dalla vita, spettatrice in attesa che tocchi anche a lei una parte da protagonista, Caterina costruisce la sua esistenza attorno a quella del fratello, annientando praticamente se stessa per lui. Tutti gli eventi raccontati hanno infatti Valentino come protagonista; ci scorrono sotto gli occhi il suo matrimonio, la nascita dei suoi figli, i litigi con la moglie, i viaggi che compie, le amicizie che stringe.

Caterina è sempre lì, che lo accudisce, che cerca dai suoi sguardi e movimenti, di capire l’umore del fratello, di comprendere cosa sia quell’inquietudine che sembra tormentarlo ormai da tempo. Valentino è sempre più malinconico, irrequieto, non dorme la notte e parla pochissimo. Il lettore a quel punto ha già intuito il perché, ma ne avrà la sconvolgente conferma solo nel finale, che farà capire a Caterina di non essere mai riuscita a scrutare in profondità l’anima del fratello.

Il romanzo fu scritto nel 1957, ma potrebbe essere benissimo riportato ai nostri giorni. In esso troverete tutta l’arte di Natalia Ginzburg d’intessere una narrazione discorsiva e semplice, che lentamente, ma inesorabilmente, porta allo scoperto tutta la forza e la disperazione del vivere.

Cat.

valentino

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