Scrittori Emergenti

Io Leggo Autori Emergenti: Intervista a Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

Buongiorno Piccoli Shivers!!

Torna sul blog un’intervista rivolta ad un autore emergente.
Questo progetto nasce in collaborazione con il gruppo Facebook “Io Leggo Autori Emergenti” una community che si pone l’obiettivo di far conoscere ai lettori le opere di tanti scrittori esordienti. Il gruppo è poi collegato alla pagina “Bookshop – letterature d’esordio”, nel cui catalogo potete trovare tutti i loro libri, che spaziano tra generi e stili molto diversi tra loro.

Ogni mese, come vi abbiamo già accennato, viene scelto un genere letterario da approfondire, e noi insieme ad altri due blog, intervisteremo un autore emergente che ha scritto un libro inerente al tema.
Per questo mese sono stati scelti i ROMANZI DI FANTASCIENZA, dei quali trovate una bellissima introduzione nel blog BOOK-TIQUE che vi invitiamo a leggere!
Le autrici collegate a questo genere sono Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli, e troverete la loro intervista di seguito, dove ci parleranno della loro passione per la scrittura e del loro libro La memoria del futuro!


INTERVISTA A SIMONA INGRASSIA E SILVIA AZZAROLI

Silvia e Simona, innanzitutto presentatevi ai nostri lettori! Siamo curiose di sapere come vi siete conosciute e come è venuta fuori l’idea di scrivere insieme.

Simona: Mi chiamo Simona, ho 45 anni, vengo da Genova, sono un’appassionata di musica, oltre che di cinema e serie tv. Silvia e io ci siamo conosciute tramite il forum dedicato a Fringe del sito Itasa. Allora era il sito principale dove si trovavano i sottotitoli, adesso purtroppo ha dovuto smettere. Credo che Silvia abbia notato il fatto che stavo cercando di capire e di avere risposte alle domande che mi facevo guardando la serie. Poi il resto è venuto abbastanza naturale.

Silvia: Il mio nome è Silvia, sono nata a Milano ma vivo a Burago di Molgora, in Brianza. Sono laureata in teologia e sono un medico mancato, avendo fatto 3 anni di medicina. Chissà che prima o poi non riprenda…

Ho diverse passioni: tra cui cinema, serie tv, musica, letteratura, ciclismo, tennis, storia, filosofia, pallavolo, trekking, sci, scienza. Nel 2011 cercavo un forum che parlasse della mia serie tv preferita, Fringe appunto e mi ritrovai a parlare con Simona, anche a discutere ma sempre in maniera molto rispettosa. Abbiamo iniziato a scrivere insieme articoli e fanfiction su Fringe e il resto è venuto da sé. Prima di incontrare Simona avevo già pubblicato due romanzi. Il primo, La Luna Oscura del Neckar, fu una specie di gioco e non mi ha mai convinto del tutto. Mi convinsi a pubblicare perché spinta dalla piccola comunità slash che seguivo ai tempi. Se tornassi indietro non lo farei perché la storia non è venuta come avrei voluto. Tuttavia non posso negare di essere stata felice di aver ricevuto diversi complimenti dalla comunità gay.

Il secondo romanzo, invece, si chiamava Ho sognato Babilonia e ne sono molto orgogliosa perché parla di storia e della guerra, spiegando come la prima possa essere un monito contro la seconda. Ai tempi ebbe un certo successo e mi piacerebbe poterlo ripubblicare per sistemare diversi errori.

La memoria del futuro, il libro di cui vogliamo parlare, è a tema fantascientifico, ed ha una trama molto intrigante: tre giovani, seppur molto diversi tra loro, uniranno le forze per salvare il destino del mondo intero. Da dove avete tratto l’idea?

Simona: In realtà la scintilla è nata tutta da un sogno di Silvia e dal fatto che eravamo parecchio deluse dal finale della nostra serie preferita. Volevamo raccontare una storia molto nostra che fosse un po’ frutto delle teorie che avevamo fatto e un po’ anche una sorta di sfida per dire “possiamo fare di meglio”, con molta presunzione. Forse Silvia sa dire meglio di me da dove arriva questa idea, anche se in realtà c’è un prescelto ben preciso e che fa fatica ad accettare questo ruolo.

Silvia: Esatto nel 2012 feci questo sogno strano che divenne la base del prologo. Provai a sviluppare un’idea, rendendomi conto di come la fantascienza fosse stato sempre il genere che più si addice perché così posso parlare di tutto, senza freni. E grazie a Simona sono riuscita a sviluppare quest’idea sul libro. Il titolo viene da un nostro amico, un collega, Valentino Sala.

La numerologia sembra avere un ruolo molto importante nel libro: i protagonisti sono tre e l’ambientazione è a Londra, nel 2707 (3 e 7 i numeri considerati perfetti). Una casualità o frutto di una ricerca accurata?

Simona: Oh Dei, in effetti non ci avevo pensato a questo. Strano detto da una che si è occupata a tempo perso di numerologia. In realtà abbiamo scelto il 2700 perché ci sembrava una data molto lontana, quella giusta per raccontare i nostri eventi.

Silvia: essendo laureata in teologia vi confesso che sì 3 e 7 hanno significato importante per me (numeri perfetti avete ragione) e li ho messi apposta. E sono amante della matematica e numerologia da sempre.

Se doveste descrivere il vostro libro in 3 aggettivi, quali scegliereste e perché?

Simona: Misterioso, umano, ottimista.
Misterioso perché ci sono due misteri all’interno del libro. Uno è abbastanza semplice, ci si può arrivare volendo. L’altro invece è un po’ più difficile.
Umano perché secondo me abbiamo cercato di mostrare gli esseri umani come sono senza la solita, odiosa, divisione manichea tra buoni e cattivi. Ottimista perché non è un libro distopico, nonostante il fatto ci sia una reale minaccia per il genere umano.

Silvia: analitico, sognatore, storico. Il primo perché cerchiamo di analizzare i rapporti tra le persone, la natura e la società, mostrando i lati di tutti. Il secondo perché, come ha detto Simona, vogliamo dare un messaggio di speranza e ottimismo. Il terzo perché abbiamo studiato a fondo la storia dei nativi americani e abbiamo cercato di fare loro omaggio, senza scadere nella retorica e nel banale. Aggiungerei arcobaleno in tutti i sensi: dalla pace ai personaggi di ogni tendenza, etero, omosessuali, bisessuali passando per le etnie.

In La memoria del futuro la civiltà occidentale (Londra) si fonde con quella sudamericana, due mondi molto lontani e diversi, nel tempo e nello spazio. Come siete riuscite a coniugare entrambi gli aspetti?

Simona: In realtà sono meno lontani di quanto si pensi. C’è un legame profondo tra i due mondi e un desiderio di migliorare il mondo che è comune a entrambi. Li abbiamo coniugati semplicemente ricordandoci che si parla comunque di esseri umani. E poi c’è tutto un arco narrativo particolare che non racconto o faccio troppe anticipazioni.

Silvia: come fa notare Simona crediamo che siano più vicino di quanto si pensi. Crediamo che l’umanità sia interconnessa. Per citare proprio Fringe, attraverso le parole di uno dei suoi protagonisti, Peter Bishop(Joshua Jackson): “Questa è una guerra che non può essere vinta, se un lato muore, noi tutti moriamo. Ho creato un ponte per iniziare a sistemare”.

Curtis, Dalia e Jason, i tre protagonisti cercano di modificare gli eventi del passato per permettere nel futuro la realizzazione di un’importante profezia. C’è quindi un punto di equilibrio tra il progresso e la sapienza degli antichi?

Simona: Nel nostro libro c’è. E’ questo il messaggio ottimista che vorremmo dare. Ossia che si può e si deve trovare un equilibrio tra l’anima moderna e la sapienza degli antichi.

Silvia: assolutamente sì. Il passato deve essere di aiuto per costruire il futuro. Dimenticarlo potrebbe essere pericoloso. Dobbiamo trovare il modo di usare la scienza e la tecnologia per il bene di tutti.

E infine, adesso che sappiamo qualcosa di più sul libro, siamo curiose di sapere cosa accadrà nel vostro futuro. Quali sono i nuovi progetti che avete in mente?

Simona: I nostri personaggi non ci vogliono mollare facilmente. Abbiamo già pronti altri due libri e, a fasi alterne tempo permettendo, stiamo scrivendo il quarto capitolo.

Silvia: già. Stiamo andando molto a rilento non certo perché abbiamo il cosiddetto blocco dello scrittore, anzi in questo caso delle scrittrici ma perché arriviamo alla sera cotte e stracotte per le giornate molto pesanti che viviamo, ergo quando riusciamo finiamo per scrivere 2-3 paginette. Appena saremo ricche e famose ci ritireremo in Canada a finire il libro e cercare di mandare avanti meglio il nostro sito www.overthere.it , dove parliamo di cultura a 360°. Dico il Canada casualmente eh. Non c’entra nulla che uno dei nostri “muse”, Joshua Jackson, viva lì…


Grazie a Simona e Silvia per la disponibilità che hanno avuto nei nostri confronti.
Ora vi lasciamo tutti i dati relativi al libro. Noi non abbiamo ancora avuto l’occasione di leggere il libro per intero ma speriamo di farlo al più presto!

Sinossi La Memoria del Futuro

“La profezia di un’antica civiltà sudamericana sta per sconvolgere l’esistenza di tre persone della Londra del 2707: Curtis Chapman, geniale inventore, figlio del creatore di una grande multinazionale, il cui padre ha sempre tentato di plasmarlo a sua immagine e somiglianza, senza riuscirci. Il suo carattere indipendente e brillante lo porteranno a comprendere per primo il pericolo che l’umanità sta correndo, cercando di porvi rimedio; Jason Mitchell, il migliore amico di Curtis e in apparenza un tipo losco, si legherà in maniera indissolubile al giovane Chapman condividendone le battaglie e gli ideali, scoprendo un nuovo modo di vedere le cose grazie a lui e alla sua mente molto aperta e Dalia Robbins, giovane e ambiziosa ricercatrice biomedica dallo spirito indomito e la totale fiducia di poter plasmare il proprio destino. La ricerca di equilibrio tra la nuova tecnologia e la sapienza tramandata dal passato porterà ad una nuova tappa dell’evoluzione umana. Tutto questo grazie al coraggioso viaggio di una donna verso la riscoperta di se stessa e delle proprie origini”.

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